Treviso in lutto: è morto l'imprenditore Aldo Tognana

A marzo di quest'anno aveva compiuto 100 anni. Il ricordo di Giancarlo Gentilini: «Oggi la città perde un interprete autentico della trevigianità, un imprenditore d'altri tempi, un amico»

Aldo Tognana

E' morto oggi  l'ingegner Aldo Tognana, noto imprenditore del settore della ceramica della provincia di Treviso. A marzo di quest'anno aveva compiuto 100 anni. Industriale della dinastia dei mattoni e delle porcellane, aveva  portato sulle tavole di tutto il mondo i piatti con il marchio veneto “Tognana”. 

Laureato a soli 22 anni in Ingegneria Civile a Padova fondò nel 1946, insieme al fratello Alessandro, la Ceramica Tognana, l’attività nelle stoviglie da tavola, prima costola della Tognana Porcellane Spa. Aldo Tognana era un partigiano. La medaglia della Liberazione, consegnatagli 5 anni fa, gli era stata consegnata per il suo contributo fortissimo alla lotta al nazi-fascismo. Fu capo della brigata partigiana “Treviso” ed alla resa dei fascisti divenne comandante della “Piazza” in città. Nel 1946 sposò Linda Balestreri,  la stessa fidanzata che in una Treviso distrutta dal bombardamento del 7 aprile ‘44 l’ingegner Aldo si mise a cercare, in bicicletta tra le macerie. Una pagina della storia del miracolo del Nordest scritta insieme da Aldo e Alessandro: metà dei piatti che si vendevano in Italia avevano sul fondo il marchio Tognana. Prodotti dall’ultima generazione di industriali della famiglia di origine svizzera, giunta a Treviso dalla Valtellina nella prima metà del Settecento per produrre argille e mattoni a cominciare dal 1775. Appena finita la Seconda Guerra Mondiale entrò nel consiglio comunale della sua Treviso, tra i più giovani consiglieri dell'allora Democrazia Cristiana e negli anni '80  diventa presidente degli industriali di Treviso. Nel 1994 venne candidato come sindaco dal centro-sinistra ma al ballottaggio perse contro il "nemico-amico" Giancarlo Gentilini.

Tra i primi a ricordare Tognana c'è stato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: «Con Aldo Tognana il Veneto ha perso un pioniere dell’imprenditoria eroica. Treviso una figura che ha caratterizzato decenni della sua storia, non solo economica. Rivolgo alla famiglia le mie più sincere condoglianze nella certezza che Aldo ha lasciato ricordi e insegnamenti straordinari, per i suoi cari e per l’intera società trevigiana e veneta. Tognana è stato e rimarrà un simbolo della trevigianità più schietta, non solo dal punto di vista economico, ma anche per la sua umanità tutta particolare: quella di un grande imprenditore rimasto uomo semplice e indissolubilmente legato alla sua terra».

Così invece Maria Cristina Piovesana, Presidente di Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso: «Con la perdita di Aldo Tognana, Cavaliere del Lavoro e già Presidente di Assindustria Treviso dal 1976 al 1981, ci lascia una parte importante della storia civile e imprenditoriale di Treviso e del Veneto. A nome di tutta Assindustria Venetocentro esprimiamo le condoglianze più sentite alla moglie Linda, ai figli Alessandra, Maria Luisa, Elisabetta, Antonio e Cristina e a tutta la sua famiglia. Il mondo associativo è stato parte importante della sua esperienza, in una vita lunga e operosa che dall’impresa si è unita a profondi interessi culturali e ad un’attiva presenza nella vita pubblica cittadina. Ha ricoperto la carica di Presidente di Assindustria Treviso, in un periodo storico difficile per il nostro Paese e al tempo stesso di sviluppo economico e sociale di questo territorio. La sua figura, che ricordiamo con affetto fino a poco tempo fa presente nelle assemblee della nostra Associazione, rimane di riferimento per una dimensione imprenditoriale compiuta, da vera classe dirigente responsabile e partecipe del perseguimento del bene comune. Rimane e sarà un esempio per noi e per chi verrà dopo di noi, nelle aziende, nella società, nelle istituzioni e nell’associazione, alla quale è sempre stato molto legato. Un modello sempre più attuale, e sempre più necessario».  

«Oggi - racconta l'ex sindaco Gentilini - la città perde un interprete autentico della trevigianità, un imprenditore d'altri tempi, sempre vicino alle sue maestranze. La nostra è stata una amicizia che non ha risentito delle divisioni politiche, era una politica diversa, fatta per idee e valori e non per il potere e le differenze  finivano lì, davanti a un calice di vino bevuto all'osteria». «È venuto a mancare - è il ricordo che ne traccia il sindaco di Treviso Mario Conte - un personaggio che ha fatto la storia di Treviso nel mondo dell’industria, dello sport e della politica. Noto imprenditore nel mondo della ceramica, ha dato lustro a tutta la Marca facendola conoscere, attraverso prodotti di eccellenza, in tutto il mondo. È stato inoltre molto attivo nel mondo del ciclismo Veneto, rilanciandolo a livello mondiale con l’organizzazione dei mondiali del 1985. Ma soprattutto, un uomo di grande spessore, coerenza e un grande esempio per il suo impegno civile».

Il Vescovo Michele Tomasi e la Diocesi di Treviso hanno ricordato l'imprenditore con queste parole: «L'ingegner Aldo Tognana, che il Signore ha benedetto con una esistenza centenaria, rappresenta un secolo di storia dei cattolici trevigiani, protagonisti nella vita sociale e politica, economica e culturale. La testimonianza primaria è stata senz'altro la sua famiglia: la moglie Linda, i cinque figli, i numerosi nipoti uniti da profondi sentimenti di affetto, guidati dalla esemplarità dei genitori e nonni. E poi la parrocchia di Sant'Antonino, la sua comunità, della quale si sentì sempre partecipe, anche provvedendo ai suoi bisogni. La vita pubblica del cav. Tognana si è alimentata di questi affetti e della fede cristiana coltivata fin da giovane. I suoi studi sono iniziati nel Collegio Pio X e del fondatore mons. Meneghetti fu come un figlio; all'associazione degli “Ex allievi” rimase legato per sempre. Poi gli studi universitari, l’esperienza partigiana, l’impegno politico nella Democrazia Cristiana, la creatività industriale col fratello Alessandro e l’azienda che impose nel mondo le ceramiche Tognana, la passione culturale nell'ateneo trevigiano, le molteplici iniziative sociali e sportive: tutto questo con un grande amore per la sua città che voleva aperta e libera, e nella coerenza della fede vissuta nelle scelte concrete, senza ostentazione. Un cristiano saggio, riservato ma aperto al dialogo, con lo sguardo sempre attento al presente con sereno realismo, fino all'ultimo, e fiducioso nel futuro perché sostenuto dalla speranza».

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Anche la Cisl di Treviso ha ricordato con gratitudine l'ingegner Aldo Tognana, riconoscendone lo spirito democratico, rispettoso di tutte le rappresentanze e di quel pluralismo dialettico che oggi tutti dovremmo re imparare ad esercitare. Roberta Morasco di Cisl Belluno Treviso commenta: «Personalmente ho conosciuto l’Ingegnere ancor prima di conoscere la Cisl Cinzia Bonan Segretario generale Cisl Belluno Treviso e credo che proprio in quella famiglia ho imparato il valore delle relazioni  tra diversi se si è uniti dagli stessi interessi: Il bene comune, il territorio e la sua gente e il lavoro. È quindi con profonda stima ed affetto che penso a lui e alla sua famiglia, ma anche con gratitudine e con il riconoscimento di essere stato un riferimento importante nel mondo dei molti imprenditori e politici, trevigiani e non, che avevano a cuore non solo la qualità del prodotto e la produttività, cosa che l’ingegnere  aveva ben in mente, ma che sapevano che quello che faceva la differenza era frutto anche del vissuto delle persone che lavoravano per lui, preoccupandosi anche della qualità della vita delle loro famiglie. Cito spesso che da ragazzina rimasi strabiliata dal fatto che dopo la morte di un suo operaio avesse mandato alla famiglia le condoglianze con l’offerta di quel posto di lavoro per qualcuno dei suoi figli. Credo che proprio ora, di fronte ad una ripresa che non ci da dei riferimenti precisi sulla quale fondare un nuovo inizio, la storia della vita di Aldo Tognana possa essere presa di riferimento per costruire una nuova stagione di tutele trasversali e di benessere diffuso, estese a tutti i lavoratori e alle loro famiglie,  perché le opportunità di miglioramento sociale oltre che economico sono il valore di riferimento per una società coesa e tollerante con i più fragili».

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