Arriva l'estate e porta nella Marca le zecche più feroci

Nei boschi del Triveneto è allarme per la crescente presenza della Ixodes Ricinus, in grado di trasmettere la Tick borne encephalitis (Tbe), una meningoencefalite

Dopo il lungo inverno, che ha divorato anche la primavera con le sue piogge violente e insistenti, nella Marca arriva finalmente la bella stagione.

Nell'ultima settimana le temperature hanno superato di un bel po' i 20 gradi e spiagge e corsi d'acqua cominciano ad affollarsi.

Con l'arrivo del caldo, però, un pericolo si insinua nei boschi non solo trevigiani ma di tutto il Triveneto, quello della della Ixodes Ricinus, una zecca diffusa principalmente in Asia ed Europa orientale, capace di trasmettere la Tick borne encephalitis (Tbe), una meningoencefalite.

Vista la crescente diffusione dell'insetto le autorità sanitarie europee hanno chiesto anche all’Italia di inserire fra le malattie "notificabili" la Tbe. La patologia, fortunatamente, è localizzata in Veneto e Friuli solo con forma più leggera, in quanto la malattia è emergente, con 80 casi in Italia dal 2000 a oggi.

La malattia, però, è anche sottostimata, perchè i due terzi di coloro che vengono morsi da questo acaro, per lo più senza che il soggetto se ne renda conto, hanno reazioni simili a quelle di una banale influenza che si esaurisce nel giro di un paio di settimane.

Tuttavia, precisa Fabrizio Pregliasco del Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Milano, "nel 30% dei casi subentra una seconda fase, con l’interessamento del sistema nervoso centrale e possibili danni permanenti e invalidanti. Nell’1-2% dei casi è mortale".

Per questo tipo di patologia non esiste una cura ma è possibile prevenire l'infezione con un vaccino costituito da tre iniezioni che proteggono al 98% per cinque anni.

Il vaccino - eccezion fatta per la regione Friuli Venezia Giulia, dove è gratuito - costa 30 euro.

CONSIGLI PRATICI - Per cautelarsi, comunque, ci sono anche semplici accorgimenti, soprattutto se si ha intenzione di addentrarsi nelle zone a rischio, ovvero i boschi.

E' consigliato un abbigliamento adeguato, impregnato di spray repellente, con particolare attenzione alle parti umide o sudate del corpo: dietro le orecchie, sotto lo zaino, sotto la cintura.

Di ritorno dalla propria escursione è bene fare una doccia, perché la Ixodes Ricinus non si attacca subito alla pelle e il getto d'acqua doccia può farla cadere.

E' importante non schiacciare né premere la zecca, perché equivale a iniettarsi il virus. Dunque è meglio evitare di togliere l'acaro da soli, se morsi, e recarsi piuttosto al pronto soccorso dell’ospedale più vicino.

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