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Cronaca

Rapine a minorenni per la droga, 27enne finisce davanti ai giudici

S.K., italiano di origine straniera, è accusato di aver commesso almeno tre colpi ai danni di due ragazzi e una ragazza tra Riese e Altivole. Dietro ai gesti l'ombra dell'uso di marijuana e hashish

Lo avevano incastrato dopo 4 mesi di indagini. Così l'autore di tre rapine, avvenute avvenute tra Riese Pio X e Altivole, che hanno visto come vittima dei minorenni e che si sono consumate in un lasso di tempo molto ampio - tra il dicembre del 2019 e la fine del mese di agosto del 2020 - è stato denunciato e oggi, 18 luglio, è finito davanti ai giudici del collegio di Treviso. A processo il 27enne S.K. (difeso dall'avvocato Cristian Finotti), italiano ma di origine straniera, deve rispondere di rapina.

Secondo le accuse della Procura S.K. avrebbe colpito una prima volta la sera tra il 31 dicembre del 2019 e il 1 gennaio del 2020 a Riese. Con un sotterfugio avrebbe incontrato uno studente 16enne del posto, facendolo contattare telefonicamente e attirandolo in un luogo deserto. Gli si si sarebbe avvicinato assumendo un atteggiamento intimidatorio e quindi avrebbe minacciato il ragazzino. «Dammi la droga che hai» gli dice. Ma il minore non ha con sé lo stupefacente che S.K. vorrebbe e allora sarebbe scattata la violenza: gli avrebbe strappato dalle mani il portafogli, con all’interno circa 200 euro, e si sarebbe dato alla fuga. A fine luglio il 24enne, che sarebbe, per sua stessa ammissione, un consumatore abituale, sarebbe tornato in azione, questa volta ad Altivole. Identica la dinamica: il pretesto per attirare, ancora una volta un ragazzino di 16 anni, in una zona che in quel momento non era frequentata, la telefonata che sarebbe stata fatta fare a un conoscente, le intimidazioni. Solo che, in questo caso, sarebbe anche uscito fuori un coltello. «Voglio tutta la roba che hai» avrebbe detto con tono minaccioso. S.K. gli avrebbe puntato contro la lama non credendo a quello che il ragazzo gli avrebbe detto e cioè che non ha con sé lo stupefacente. Poi, finalmente convinto, gli avrebbe intimato di tirare fuori i soldi: spaventata la vittima avrebbe estratto il portafogli, che il rapinatore gli avrebbe preso dalle mani impossessandosi dei cento euro che si trovano all’interno.

I colpi sembrano un buon affare, un metodo facile per fare soldi. Quindi, passato qualche giorno, ci avrebbe riprovato. Questa volta la vittima è una ragazza, e ancora una volta si tratta di una minorenne. Ma contrariamente alle due rapine precedenti questa volta la dinamica è particolarmente cruenta. Scenario dell’azione criminosa è ancora Altivole, lungo una strada aperta al passaggio dei pedoni. S.K. si sarebbe avvicinato alla 17enne per strapparle di mano la somma di dieci euro e la colpisce con violenza al basso ventre. La ragazza cade a terra e in quel momento sarebbe entrato in scena un complice che le avrebbe strappato il denaro e si sarebbe dileguato con il 24enne. Malgrado lo spavento, la giovane non riporta gravi lesioni. Nei tre colpi un ruolo non secondario lo avrebbe giocato un altro minorenne, un ragazzo di origine nord africana che sarebbe l'autore, nei primi due casi, delle telefonate alle vittime. Nell’ultima rapina è invece sarebbe lui che prende i soldi dalle mani della ragazza. Nei suoi confronti il Tribunale dei Minori aveva al tempo anche emesso una ordinanza di custodia cautelare.

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