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Intasca 200 mila euro, arrestato amministratore scolastico

Un amministratore trevigiano è finito in manette. I soldi dovevano essere destinati a supplenti che però non esistevano

TREVISO — Finisce in manette l’amministratore di un istituto comprensivo della Marca trevigiana, accusato di essersi intascato 200 mila euro. Denaro che doveva essere destinato ad insegnanti supplenti che, però, non esistevano. L’accusa nei suoi confronti è quella di peculato.

L’indagine effettuata dagli agenti della squadra mobile della Questura di Treviso ha portato anche al sequestro di due case, una a Treviso e una a Trieste, oltre a un’auto di grossa cilindrata del valore di 80 mila euro. L’indagato avrebbe anche un conto corrente in Svizzera, al momento però ancora non sarebbe stato accertato se il denaro custodito sia frutto di altri espedienti.L'indagato, D.G., 59enne residente a Treviso, tra il 2002 e il 2004 avrebbe utilizzato nomi di fantasia. 

A smascherare l’amministratore sarebbe stata una dipendente che, per puro caso, si era recata a casa sua per farsi consegnare le chiavi della cassaforte. Sul campanello di casa, però, il cognome che compariva, quello della madre, corrispondeva a quello di uno dei supplenti che, però, nessuno era mai riuscito a conoscere. La dipendente ne ha parlato con il direttore del Comprensorio. È stato quest’ultimo a rivolgersi alla polizia.

L’amministratore finito in manette conduceva una vita molto al di sopra delle proprie possibilità ed era stimato da tutti nell’ambiente. Vacanze di lusso, ristoranti e centri benessere fino ad arrivare a spendere 7 mila euro per un soggiorno di massaggi super esclusivo.
 

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