A scuola di caccia, gli animalisti insorgono e colpiscono il Sant'Artemio

Nella notte tra martedì e mercoledì il gruppo Centopercentoanimalisti ha affisso delle locandine nella sede della Provincia. Nel mirino l'iniziativa di Italcaccia

I manifesti affissi al cancello del Sant'Artemio

Sant'Artemio di nuovo nel mirino di Centopercentoanimalisti. Nella notte tra martedì e mercoledì i militanti del gruppo hanno tappezzato la sede della Provincia di Treviso di manifesti contro la "scuola di caccia".

L'iniziativa sotto accusa è quella di Italcaccia, l'associazione ittico-venetoria, patrocinata dalla Provincia e dalla Regione, che prevede corsi di formazione nelle scuole tenuti da cacciatori "per far conoscere la natura, l'ambiente e il territorio del Veneto", come recita la locandina. Il titolo è "Giovani a caccia (di esperienze)".

Gioco di parole che a Centopercentoanimalisti non è piaciuto molto. Il gruppo accusa i cacciatori di voler "infiltrarsi nuovamente nelle scuole". "Il titolo già dice tutto - spiegano gli attivisti - e poi avanti con la solita manfrina del cacciatore amante della natura, dell'ambiente e del territorio. Proprio loro, che depauperano e inquinano l'ambiente, distruggono la natura e impediscono agli altri di godere il territorio, per il pericolo (reale) di venir impallinati".

Ancor più vergognoso, secondo Centopercentoanimalisti, il fatto che i corsi siano patrocinati dalla Provincia e dalla Regione: "E' vergognoso, ma non ci sorprende".

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Per manifestare il proprio dissenso il gruppo ha quindi deciso di organizzare un nuovo blitz al Sant'Artemio, già preso di mira in altre occasioni, tappezzando il cancello d'ingresso con locandine che scimmiottano quella di Italcaccia. Il tutto corredato da un "Vergogna!" rivolto alla Provincia.

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