Cronaca

Antenna Tre, revocato lo sciopero: da venerdì tg di nuovo in onda

L'amministratore di "Eu regional media" Roberto Paladin è intervenuto nel corso dell'assemblea: "Ha chiesto fiducia ai lavoratori e ha garantito la propria collaborazione alle parti sindacali"

SAN BIAGIO DI CALLALTA Il Cdr e le Rsu di Antenna 3, il Sindacato giornalisti del Veneto e Slc-Cgil dopo l'assemblea che si è tenuta nel pomeriggio hanno revocato lo sciopero dei lavoratori dell'emittente di San Biagio di Callalta. Questo il comunicato ufficiale emesso dalle sigle sindacali interessate alla difficile situazione della storica tivù trevigiana.

Tornare al lavoro dimostrando ancora una volta senso di responsabilità e rispetto nei confronti del servizio ai cittadini che si svolge assicurando un'informazione indipendente e puntuale. Con questa motivazione i dipendenti di Antennatre hanno deciso di revocare lo sciopero proclamato oggi a seguito della modalità con cui l'amministratore unico Thomas Panto, tramite un lancio Ansa, ha comunicato la decisione unilaterale di presentare l'istanza di concordato preventivo nel bel mezzo di una trattativa complessa e dolorosa  di affitto di ramo d'azienda.

La decisione di continuare a mandare in onda il tg, tanto più in questi giorni di scadenze elettorali, è arrivata al termine di una partecipatissima assemblea plenaria, che ha visto anche l'intervento, del tutto inatteso, di Roberto Paladin, rappresentante di Euregional, società  che alcuni giorni fa ha sottoscritto con Panto l'affitto di ramo d'azienda con un business plan preciso. Paladin ha chiesto fiducia ai lavoratori e ha garantito la propria collaborazione alle parti sindacali, con le quali la prossima settimana si incontrerà per valutare il nuovo scenario del concordato che passa la gestione aziendale a un commissario nominato dal tribunale. 

I lavoratori hanno respinto al mittente le accuse lanciate dall'ormai ex editore che li ha additati come responsabili del presunto naufragio della trattativa, ricordando che l'accordo sindacale era subordinato al pagamento entro il 31 maggio della tredicesima mensilità  2015. Circostanza che lui stesso ha disatteso così  come risultano non versate tutte le retribuzioni 2016 maturate fino ad oggi.

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