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Una scena del film

Una scena del film

Veloce come il vento: a Treviso l'anteprima nazionale del film con Stefano Accorsi

Sala gremita al The Space Cinema per la prima proiezione pubblica del film di Matteo Rovere. Una corsa mozzafiato a base di emozioni e adrenalina. Nelle sale giovedì 7 aprile

SILEA "Se hai tutto sotto controllo vuol dire che non stai andando abbastanza veloce." Il cinema italiano ingrana la quinta e inizia a sognare in grande grazie allo straordinario ritorno alla regia di Matteo Rovere. Veloce come il vento, l'atteso film incentrato sul mondo delle corse automobilistiche in Italia, arriverà sugli schermi nostrani giovedì 7 aprile, ma nella serata di martedì 5 il "The space cinema" di Silea ha ospitato l'anteprima nazionale della pellicola, presentandola a una sala gremita di spettatori.

Il pubblico trevigiano ha apprezzato questa sfida coraggiosa e inedita per il nostro cinema. Un film di genere che non ha paura di correre rischi e di rivoluzionare le carte in tavola, completando (e superando) il percorso intrapreso qualche settimana fa dall'acclamato Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Dopo due regie sottotono, il regista Matteo Rovere riscopre le sue origini e trova la giusta combinazione tra intrattenimento, passione e sensibilità in un mix che tiene incollato alla sedia lo spettatore durante le due ore di proiezione. Un successo dovuto, in buona parte, a un cast straordinario capitanato da uno stupefacente (l'epitteto non è casuale) Stefano Accorsi, che dopo le sue ottime performance teatrali riesce a dar vita a un ruolo davvero riuscito anche sul grande schermo. A tenergli testa c'è la rabbia giovane di Matilda De Angelis che, al suo esordio in una prova di gran cuore, costruisce un personaggio destinato a essere ricordato negli anni. Veloce come il vento deve molto anche allo splendido lavoro compiuto sulla musica e su tutti gli effetti sonori del film. Un vortice di accelerazioni in cui si viene trascinati senza via d'uscita. Tutto parte da una storia vera, raccontata al regista da un meccanico scomparso l'anno scorso, interpretato qui dal volto segnato di un ottimo Paolo Graziosi. Veloce come il vento ci insegna che nella vita è necessario correre dei rischi per aggiustare ciò che abbiamo (o ci è stato) fatto a pezzi. E se in passato abbiamo commesso l'errore di fare del male a noi stessi, nessuno ci può impedire di (auto)ripararci. Un messaggio che speriamo il cinema italiano possa recepire il prima possibile.

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