Case depredate fingendo interesse per gli affitti, presa la gang degli affabulatori di anziani

Numerosi episodi in provincia di Treviso. I carabinieri di Ancona contestano ai tre arrestati e un denunciato l'accusa di associazione per delinquere finalizzata ad una serie di furti e, in un caso, anche una rapina

«Buongiorno, possiamo chiedere delle informazioni? Saremmo interessati a quell’appartamento in affitto e volevamo sapere qualcosa in più di questa zona». Si presentavano così, in apparenza come delle coppiette interessate ad una casa nuova. In realtà puntavano gioielli, monili e i contanti della malcapitata persona che se li ritrovava alla porta. Sempre anziani, in alcuni casi soggetti molto fragili. Mettendo in atto una vera e propria sceneggiata, affabulano le lorop rede, e più erano particolarmente ingenue e meglio era, per entrare in casa e rubare di tutto. Se serviva, approfittavano dell’assenza del proprietario ed entravano spaccando una porta o una finestra. Colpi in tutta la provincia dorica e nelle Marche. Ma anche Terni, L’Aquila, Ravenna, Rimini, Firenze, Pisa, Treviso, Gorizia e Udine. Sono in tutto 21 i furti e le rapine contestate a 3 cittadini italiani di etnia rom, arrestati questa mattina al termine di 5 mesi in indagine da parte della Compagnia dei Carabinieri di Osimo, guidati dal comandante Luigi Ciccarelli. Si tratta di un uomo di 48 anni e una coppia di 20enni, tutti residenti nell’area metropolitana di Roma Capitale, 2 dei quali erano già ai domiciliari accusati di reati simili.

C’è anche una quarta donna denunciata a piedi libero. I bottini solitamente si aggiravano introno alle centinaia e migliaia di euro, come quelli del 10 gennaio scorso quando la gang aveva messo a segno 4 furti tra Marotta e Senigallia. O come nel caso del furto a danno di un 88enne derubato ad Ancona lo scorso 27 aprile. Tanto che a dare il via alle indagini fu il colpo dello scorso maggio in un appartamento di Sirolo dove, proprio mentre le 2 donne stavano raggirando una coppia di anziani per dare agli uomini il via libera di agire, è arrivata a casa la figlia delle vittime che, rendendosi conto di quanto stesse accadendo, ha tentato di fermare i ladri. I rom l'hanno scaraventa a terra con la forza per poi fuggire con 530 euro tra contanti e gioielli. Dalla denuncia raccolta dai carabinieri di Numana, guidati dal comandante di stazione Alfredo Russo, ha preso il via l’operazione “Go Away”. Alla fine i carabinieri hanno ricostruito un modus operandi messo in atto in tutta Italia, da Faenza ad Empoli dove gli inquirenti hanno registrato colpi da 30mila euro, fino alla provincia dorica appunto. Incrociando i tabulati telefonici delle celle delle zone dei furti con i codici imei dei cellulari sequestrati a casa dei sospettati e raccogliendo le testimonianze di chi aveva riconosciuto in foto i propri aguzzini, i carabinieri di Ancona hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere proposta dal pm Rosario Lioniello e firmata dal Gip Antonella Marrone. Ora i 3 rom, che si spostavano sempre a bordo di auto noleggiate ad una ditta romana e senza mai pagare il casello, sono in carcere con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ai furti e ad una rapina. 

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