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Cronaca Montebelluna

Sei ore al pronto soccorso di Montebelluna, alla fine anziano se ne va

La disavventura di un uomo di 88 anni lunedì 17 febbraio. Arrivato al nosocomio con conati di vomito e pressione altissima, ha atteso per ore, fino a quando i parenti hanno deciso di arrangiarsi

Dopo sei ore di attesa al pronto soccorso i parenti decidono di portare il malato da un medico esterno. E a Montebelluna scoppia la polemica.

Lunedì scorso un anziano di 88 anni è arrivato all'ospedale, accompagnato da una nipote, con conati di vomito e pressione altissima. Erano le circa le 13. Le ore trascorrevano una dopo l'altra, senza che nessuno si occupasse dell'88enne. Spazientita, passate le 19 la nipote ha deciso di lasciare il pronto soccorso e rivolgersi a un medico esterno per assistere il nonno.

La notizia, apparsa sulla stampa locale, ha suscitato le ire del presidente della Regione, Luca Zaia, che ha commentato duramente: "“Che in un pronto soccorso del Veneto un anziano di 88 anni che vomita e ha la pressione alle stelle debba aspettare sei ore per essere curato non esiste al mondo. Non importa essere dei medici per comprenderlo. Esigo che sulla vicenda sia fatta al più presto la massima chiarezza”.

Invitando il direttore generale dell'Ulss 8 a indagare sull'accaduto, Zaia ha aggiunto: “So bene che un pronto soccorso può trovarsi in situazione di sovraffollamento con tutte le difficoltà che ciò comporta, ma casi come questo vanno presi in alta considerazione, a prescindere dalla valutazione clinica e dall’organizzazione della struttura. E’ anche una questione di umanità, e sull’umanizzazione del rapporto con la gente non intendo fare sconti a nessuno. Il tema non è soltanto di applicare un codice a un paziente, ma anche della percezione che si ha della struttura e del rapporto che questa riesce a instaurare con chi in quel momento chiede aiuto”.

E proprio un problema si sovraffollamento sarebbe alla base della lunga attesa dell'anziano, secondo quanto precisato dalla direzione dell'Azienda sanitaria, che ha poi contattato i familiari del paziente per scusarsi.

"Dalle 8 del mattino al momento dell'arrivo del paziente in pronto soccorso - ha spiegato la direzione sanitaria - erano stati accolti al triage 63 pazienti. Tra questi 25 erano prioritari rispetto al paziente (14 codici gialli, un rosso, e 10 verdi già in attesa prima dell'anziano). Successivamente all'arrivo del paziente, prima delle 20 della sera, ora all'incirca in cui il paziente ha deciso di andarsene, sono arrivati in pronto soccorso altri 10 codici gialli ed un rosso. Quest'ultimo rosso ha necessitato dell'intervento sul territorio di uno dei due medici di guardia, che quindi è stato fuori dal pronto soccorso per circa un'ora. Nel corso della giornata le ambulanze sono uscite sul territorio altre nove volte (tre a Montebelluna, una a Giavera del Montello, una a Nervesa della Battaglia, due a San Gaetano, una a Volpago e una a Cornuda) togliendo quindi per alcune ore gli infermieri dall'attività in sede". Lunedì, quindi, il pronto soccorso dell'ospedale di Montebelluna si è trovato particolarmente sotto pressione.

A proposito dell'intervento del governatore Zaia, la direzione ha sottolineato sottolinea che "sulla base della recente delibera regionale n. 74 di febbraio che fissa le nuove linee guida per le attese di pronto soccorso, anche l'Ulss 8 sta già lavorando per predisporre un piano di misure che prevedono l'introduzione di una figura di assistente di sala in pronto soccorso e di alcuni strumenti che rendano l'attesa più contenuta e meno pesante. Dopo l'attivazione del nuovo pronto soccorso di Montebelluna - ha concluso la direzione - il numero di accessi è costantemente aumentato e la stessa direzione Ulss 8 sta valutando la possibilità di rinforzare l'organico di personale".

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