Cronaca Arcade

Anziano rapinato, muore dopo il ricovero: arrestati i responsabili

Lo scorso 2 agosto l'aggressione ai danni di Giovanni Coghetto, 84enne di Arcade: scaraventato a terra per rubargli un bracciale e la collana con la fede della moglie morta. A fine settembre la morte dell'anziano. Qualche giorno fa sono scattate le manette per tre cugini romeni

Avvicinavano gli anziani con un pretesto e li derubano dei gioielli che i malcapitati indossavano. Chi si ribellava veniva spintonato, scaraventato a terra o malmenato. E' quanto era capitato a Giovanni Coghetto, 83enne di Arcade, lo scorso 2 agosto: mentre usciva di casa per una breve passeggiata, alle 9.30 del mattino, era stato aggredito da due donne che lo spinsero a terra e gli sfilarono un bracciale e una collanina a cui era agganciata anche la fede della moglie morta. Nella caduta l'uomo si procurò una frattura al ginocchio sinistro e altre lesioni che il 27 settembre, quasi due mesi dopo, portarono alla sua morte. (nel video il comandante provinciale, Gianfilippo Magro).

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A distanza di alcuni mesi i carabinieri del nucleo investigativo di Treviso, coordinati dal sostituto procuratore Davide Romanelli, hanno identificato e ottenuto la cattura su mandato di arresto europeo (era stato emesso il 19 novembre scorso) dei tre responsabili dell'episodio. Si tratta di tre cittadini romeni, cugini tra loro: Monica Stan, 27 anni (catturata a Nadlac, confine tra Romania e Ungheria), Manuela Stan, 26 enni, e David Stan, 21 anni (entrambi finiti in manette a Pince, al confine tra Slovenia e Ungheria). Devono rispondere di furto aggravato, rapina aggravata e omicidio preterintenzionale. I malviventi si spostavano da una regione italiana all'altra a bordo di una Opel Astra nera.: il ragazzo solitamente era alla guida mentre le due donne stavano sedute sui sedili posteriori, nascoste dai parasoli, ad osservare le possibili vittime da aggredire. Quel 2 agosto il terzetto, due ore dopo l'assalto ad Arcade, aveva colpito anche a Motta di Livenza, con una 70enne aggredita per strada e derubata.

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Decisiva nelle indagini è stata la visione delle telecamere di videosorveglianza del centro di Arcade: quella mattina l'occhio elettronico ha più volte immortalato l'auto dei malviventi mentre si aggirava nella zona. La vittima dell'aggressione, Giovanni Coghetto, riuscì solo a dare una descrizione di massima delle donne che lo avevano spintonato. "I me ga strattonà": disse ai carabinieri. Importante anche un controllo eseguito dai carabinieri della Compagnia di Parma a Fidenza, quattro giorni prima della rapina di Arcade. Il terzetto, si sospetta, avrebbe messo a segno almeno una quarantina di colpi tra Veneto, Friuli, Lombardia, Emilia, Toscana e Marche. Di volta in volta si appoggiavano a diversi campi nomadi: in occasione degli assalti ad Arcade e Motta erano ospitati a Mestre.

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