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Tracce biologiche, impronte, luminol: i Ris passano al setaccio l'abitazione di Battaggia

I carabinieri del reparto scientifico di Parma hanno lavorato fin dalle 10 del mattino e poi fino al pomeriggio. Sono state eseguite campionature per capire la natura di alcune tracce. Ispezionato anche il garage della villetta in cui viveva il 76enne "re del pesce"

Bardati con tute, calzari, guanti, i carabinieri del Ris di Parma nella mattinata di oggi, 14 giugno, hanno ispezionato da cima a fondo la villetta di via Europa ad Arcade in cui viveva, prima del sequestro eseguito qualche giorno fa, il "re del pesce", al secolo Franco Battaggia, il 76enne, ex della Mala del Brenta, indagato per l'omicidio della 31enne Anica Panfile. Si cercavano tracce biologiche, anche con l'utilizzo del luminol, impronte digitali e altri reperti di possibile interesse per l'inchiesta. La donna assassinata lo scorso 18 maggio eseguiva saltuariamente le pulizie nell'abitazione e il 76enne è stato l'ultima persona a vederla in vita. A partecipare all'ispezione, alla presenza dei consulenti (della società Istituto di scienze forensi) e dei legali Loretta Cassano e Maria Palomba dello stesso Franco Battaggia e dell'avvocato Fabio Amadio, a cui si è rivolto il compagno di Anica, oltre al comandante del nucleo investigativo di Treviso, il Tenente colonnello Giovanni Mura ed il Sostituto Procuratore Valeria Peruzzo, pubblico ministero titolare del fascicolo d'inchiesta. Oltre all'abitazione è stato ispezionato anche il garage della villetta. Per ora bocche assolutamente cucite tra gli inquirenti.

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