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Furti, rapine, cocaina: la banda della sinistra Piave finisce in cella

Si tratta di cinque giovani albanesi che vivevano nel trevigiano. A loro carico furti e rapine per diverse migliaia di euro in tutta la Marca

CONEGLIANO - Erano come fantasmi, nessuno li conosceva o sapeva da dove venissero o dove vivessero. Si tratta di cinque uomini di nazionalità albanese che nella nottata di martedì sono stati arrestati dalla compagnia dei carabinieri di Conegliano. La banda aveva ormai all'attivo diverse decine di furti e rapine in tutta la Sinistra Piave, con colpi messi a segno soprattutto tra Oderzo e Valdobbiadene. L'indagine, portata avanti dai militari per diverse settimane, è scaturita da una segnalazione di un anziano 66enne il 2 ottobre scorso dopo un tentativo di rapina ai suoi danni sfociato in una brutta caduta che gli procurò una frattura ad una gamba. Grazie però alle indicazioni fornite dall'uomo sull'aspetto dei malviventi, i carabinieri sono riusciti a ricavare l'identità di uno dei componenti, attuando poi una serie di pedinamenti e intercettazioni volte a scoprire l'identità degli altri membri.

Le indagini però non si sono rivelate facili: infatti la banda era composta da ben cinque membri di nazionalità albanese, tutti però incensurati e non conosciuti in paese nè alle forze dell'ordine, inoltre non si muovevano mai tutti insieme, fatto che ha complicato non poco il loro riconoscimento. Fortunatamente però, dopo diverse segnalazioni di furti in tutta la zona della Sinistra Piave, il cerchio delle indagine si è ristretto e il manipolo di ladri è stato individuato nei pressi di Refrontolo, dove alcuni amici ospitavano quattro dei ragazzi tra i 21 e 35 anni e tutti clandestini, mentre il basista, un operaio regolare della zona, è stato individuato nel territorio di Pieve di Soligo

A quel punto sono scattate nei loro confronti delle perquisizioni domiciliari tramite le quali sono stati ritrovati diversi arnesi da scasso, diversa refurtiva e anche 140 grammi di cocaina in casa del capo della banda, oltre un'auto rubata e già riconsegnata al proprietario. Per tutti è scattato perciò l'arresto per reati contro il patrimonio, per furto e rapina: una brutta sorpresa visto che stavano preparando il ritorno in Albania entro pochi giorni . Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la banda operava in tutto il trevigiano e coi i proventi dei colpi messi a segno finanziavano diverse attività illecite. Inoltre, da quanto trapelato dai militari, è stato appurato come i cinque uomini avessero creato un vasto giro di ricettazione di merce scambiando monili in oro per denaro in diversi "cambio-oro" della Marca, probabilmente ignari della provenienza illecita della merce. Già da ora comunque i carabinieri sono alla ricerca dei legittimi proprietari di quanto rivenduto dalla banda e diversa refurtiva fortunatamente è stata riconosciuta e riconsegnata, ma le operazioni si presume saranno molto lunghe visto il vasto giro di ricettazione posto in essere.

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