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Il dott. Di Paola e il Dott. Cacciapaglia in conferenza stampa

Il dott. Di Paola e il Dott. Cacciapaglia in conferenza stampa

Spacciavano hashish e cocaina da un Kebab in centro a Treviso: nei guai due marocchini

La squadra mobile della polizia ha arrestato un 30enne, mentre un 32enne è ricercato. Entrambi vendevano droga ai clienti. Stangata per il chiosco: resterà chiuso sei mesi

TREVISO Santa Maria del Rovere, lo Stadio Tenni, Riviera Santa Margherita e la stazione ferroviaria: queste le zone preferite di Treviso da due noti spacciatori marocchini che sono finiti nella rete della Squadra Mobile della polizia dopo un indagine lunga ben due anni. Era infatti il 2014 quando gli agenti si erano messi sulle loro tracce, dopo diverse segnalazioni di strani movimenti in città, principalmente tra gli assuntori abituali di sostanze stupefacenti. 

Inizialmente però era stato facile stringere il cerchio nei confronti del 30enne B.A. e del 32enne E.M.M. visto che smerciavano, in proprio e senza intermediari, grosse quantità di sostanze stupefacenti, ma dopo qualche mese dall'inizio delle indagini, probabilmente perchè sospettosi e impauriti di essere scoperti, hanno iniziato a smerciare la droga in piccole dosi, facendo sempre attenzione a non spostarsi con i grammi addosso e invitando quindi i clienti a pagare prima sul posto per poi ritirare la merce in un luogo sicuro. A far saltare però la copertura del duo marocchino è stata una casualità che non avevano messo in conto, ossia la rottura di una delle due auto che utilizzavano per spostarsi in città e per rifornirsi di droga tra le province di Bergamo, Brescia e Milano da cui partiva una fitta rete interregionale di spaccio e di cui poi Treviso era la zona terminale. Questo inconveniente ha infatti costretto i due uomini ad accordarsi con un dipendente di una nota catena di Kebab in Riviera Santa Margherita affinchè gli lasciasse usare il locale come punto di smistamento della clientela, oltre come luogo di recupero del denaro proveniente dall'attività illecita.

Una zona però troppo in vista, anche perchè solo nel 2015 lo stesso locale era stato chiuso per 5 giorni a causa del disturbo alla quiete pubblica causato da alcuni avventori durante più notti, oltre che per essere noto luogo di ritrovo di pregiudicati e piccoli spacciatori. Ecco allora che a quel punto la polizia, accertate le modalità di vendita delle dosi di hashish e cocaina ai clienti, principalmente italiani e marocchini, ha stretto subito le manette ai polsi al 30enne B.A (che si trova ora nel carcere di Santa Bona), mentre si è messa invece subito alla ricerca del 32enne E.M.M. che è ancora "latitante" e su cui pende un mandato d'arresto. Entrambi comunque risultano nullafacenti e pregiudicati, oltre che già arrestati in passato per reati simili. Il dipendente del kebab è invece stato denunciato per favoreggiamento e posto sotto perquisizione, mentre al locale è stata imposta dal Questore una chiusura record per Treviso, ossia 180 giorni. Tutte le sostanze stupefacenti raccolte sono state invece poste sotto sequestro. A portare comunque gli agenti sulla strada giusta sono state anche alcune parole d'ordine usate da clienti e spacciatori per procacciarsi la droga, tra cui: "Facciamo un trasloco", "Ho perso il ragazzo coi biglietti" e "Stampami 50 biglietti".

E' da segnalare infine che molti clienti, soprattutto italiani, nelle ultime settimane fungevano da vere e proprie cavie per i due spacciatori marocchini. Gli assuntori di droga infatti, spesso in difficoltà economiche tali da non permettersi di pagare i debiti, venivano costretti a testare gli effetti di una nuova sostanza sintetica (simile alla cocaina) che i due spacciatori stavano cercando di immettere sul mercato, tanto che molti clienti a loro volta avevano iniziato a smerciare dosi di stupefacente in centro storico. 

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