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Ordinavano merce senza pagare, truffate 16 aziende in 8 regioni

Ordinavano centinaia di migliaia di euro di merce per nome e per conto di ignare aziende del padovano e del vicentino, senza poi pagare nulla

Ordinavano centinaia di migliaia di euro di merce per nome e per conto di ignare aziende del padovano e del vicentino, senza poi pagare nulla, le tre persone arrestate dalla guardia di Finanza di Padova a conclusione di un'inchiesta della magistratura euganea. Truffate 16 aziende del Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, Puglia, Emilia Romagna, Puglia e Friuli V.G.., tra cui potrebbero esserci anche ditte trevigiane.

L'indagine è partita da una denuncia del titolare di una ditta di casalinghi e ferramenta dopo aver ricevuto richieste di pagamento (ricevute bancarie) relative a numerosi ordinativi di merce di cui ne disconosceva la paternità. I finanzieri di Cittadella hanno così accertato che gli indagati avevano 'rubato' i dati del commerciante, con cui avevano avuto rapporti di collaborazione per la vendita di pannelli solari, per ordinare via e-mail ingenti quantitativi di materiali edili ed impiantistica, indirizzando le richieste di pagamento all' ignara ditta. Lo stesso modus operandi è stato adottato con il furto d'identità a danno di una azienda del vicentino. Gli arrestati avevano messo dei numeri di telefono che non corrispondevano a quelli reali e, per non farsi individuare, ma mantenere i contatti con le imprese truffate, avevano creato un ingegnoso sistema di comunicazioni. Con i dati abusivamente sottratti avevano attivato un account di posta elettronica e poi sottoscritto un contratto di fornitura di servizi vocali e fax con una società lombarda per cui ogni fax che ricevevano veniva convertito in formato Pdf e reindirizzato su di un pc portatile o smartphone.

L'intento era di essere irrintracciabili, ma apparire alle aziende come una struttura imprenditoriale realmente esistente, indicando per questo un numero telefonico fisso - che dava l'idea di un ufficio - mentre era in realtà una utenza mobile. L'elemento che ha permesso l'individuazione degli arrestati è stato l'indirizzo Ip del computer da dove sono stati attivati i servizi di fonia, che è risultato lo stesso utilizzato da una società che aveva richiesto altri analoghi servizi, la Cepa Import Export Srl, della quale uno degli indagati, D.C., 50 anni, di Sant'Antimo (Napoli) è il rappresentante legale. Gli altri arrestati sono M.M., 50, di Grumo Nevano (Napoli) e S.S., 57, di Massa e Cozzile (Pistoia).

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