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Mille foto e video pedopornografici scambiati sulla rete, arrestato trevigiano

Arrestato dalla Polizia di Stato 34enne trevigiano in possesso di video e foto di carattere pedopornografico. Le indagini hanno rilevato un notevole scambio di foto e video pedopornografici tra utenti, alcuni dei quali italiani, su una nota piattaforma Internet

TREVISO Arrestato dalla Polizia di Stato 34enne trevigiano in possesso di video e foto di carattere pedopornografico. L’uomo, un 35enne italiano residente nella provincia trevigiana, è stato tratto in arresto nei pomeriggio di ieri perchè trovato in possesso di numerosi file multimediali di carattere pedopornografico. Il risultato investigativo arriva al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia, partita da una segnalazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e sviluppata dal CNCPO (Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni), relativa allo scambio di foto e video pedopornografici tra utenti, alcuni dei quali italiani, su una nota piattaforma Internet.

Gli investigatori del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Veneto, sviluppando le tracce informatiche e ricostruendo le interazioni tra i vari account, sono riusciti a localizzare nel territorio italiano un utente e, successivamente a identificarlo. Dopo la conseguente perquisizione dei delegati dall'Autorità Giudiziaria ha permesso di confermare le evidenze raccolte a carico del soggetto all’interno dei dispositivi rinvenuti e sequestrati nella sua abitazione, i tecnici della Polizia Postale di Venezia hanno trovato circa mille file illeciti, a testimonianza di una convinta predilezione dell'uomo per la pedopornografia ed e stata proprio l'ingente quantità di materiale così rinvenuto a far scattare l'arresto. "L’importante risultato investigativo raggiunto dagli Investigatori veneziani - afferma la Questura di Treviso - dimostra, ancora una volta, come le chat abbinate alle piattaforme social, garantendo interazioni esclusive e private fra utenti, siano molto spesso utilizzate per condividere contenuti illegali come quelli pedopornografici".

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