La Mediateca di Asolo Art Film Festival trova definitivamente casa ad Asolo

Il materiale è stato inventariato e suddiviso nei vari anni di festival: si tratta di circa 8mila film da tutto il mondo in VHS, Beta, DVD, ma anche documenti cartacei, fotografie, poster dei vari momenti e una vastissima collezione di libri e monografie d’artista

ASOLO La prestigiosa Mediateca del Festival Internazionale del Film sull’Arte di Asolo, frutto della raccolta di decenni di film sull’arte, biografie d’artista, lavori di videoarte e animazione è tornata finalmente a casa. Ad accoglierla, nel salone appositamente dedicato ed appunto ora denominato “Sala Mediateca” dell'ex Convento dei SS. Pietro e Paolo in Asolo, che i proprietari Bruno Zago e Annamaria Gasparini hanno messo a disposizione per la custodia della stessa, la squadra dell’omonima associazione Asolo Art Film Festival. Il materiale è stato inventariato e suddiviso nei vari anni di festival: si tratta di circa 8.000 film provenienti da tutto il mondo in diversi formati, VHS, Beta, DVD, ma anche documenti cartacei, fotografie, poster dei vari momenti e una vastissima collezione di libri e monografie d’artista. Un grande patrimonio di Asolo in primis, ma anche del Veneto stesso, che ribadiscono con questo archivio la propria vocazione all’interculturalità, già tratto distintivo di Asolo, e di quella Serenissima Repubblica, di cui il borgo pedemontano è in fondo il “giardino storico”.

Nei prossimi mesi l’Associazione, appoggiata da professionisti del settore, verificherà lo stato di conservazione del materiale e stenderà un progetto di recupero dell’Archivio. “Il nostro obiettivo, chiarisce la responsabile Annamaria Sartor, è di rendere fruibile questo immenso patrimonio a studiosi e appassionati del settore di tutto il mondo, assicurando altresì, mediante un adeguato protocollo disciplinare, la corretta conservazione dei materiali. Vogliamo creare un team appositamente dedito alla verifica, al restauro e la digitalizzazione delle opere, in cui gli esperti siano affiancati da persone in formazione: questa operazione permetterà così di creare, in Asolo stessa, nuova professionalità per i giovani”.

La valorizzazione della Mediateca passerà anche attraverso la riproposizione dei più significativi lavori, che hanno partecipato ad Asolo Art Film Festival, in occasione delle nuove edizioni del concorso o in momenti appositamente individuati. La rassegna, denominata appunto “Festival History”, sarà affidata allo sceneggiatore e regista Luciano Zaccaria, che ha collaborato a lungo con il Festival di Asolo nelle sue passate edizioni e, in qualità di direttore artistico del Festival stesso, ha avuto l’onore/onere di visionare tutti i film, di anno in anno giunti al concorso: grazie al suo contributo, sarà possibile effettuare una mirata cernita delle opere più interessanti e rappresentative, in relazione al tema sviluppato nell'edizione corrente.

Questa importantissima raccolta sarà naturalmente arricchita con gli ingressi derivanti dalle nuove edizioni del Festival, di cui la prossima (XXXVIesima!) è già in programma dal 04 al 10 giugno 2018. L'Associazione Asolo Art Film Festival ha già confermato una serie di interessanti appuntamenti con ospiti di rilievo internazionale, accompagnati da incontri anche tecnici e professionali per gli operatori del settore, masterclass, laboratori creativi e aterlier per appassionati, giovani studenti e scuole del territorio. Accanto alla proiezione dei film in concorso, sono previste delle rassegne extra di grandi capolavori d’autore e di videoarte, anche in luoghi e momenti inconsueti, oltre a testimonianze dal mondo, riunite sotto l’etichetta “BricsArt”.

La nuova edizione del Festival asolano si presenterà con un modello organizzativo nuovo, distante dagli schemi usualmente adottati da manifestazioni consimili. Il tema stesso del Festival, elaborato dalla responsabile artistica dell’Associazione AAFF Chiara Marin, sarà di grande impatto, inteso alla ricerca del ruolo dell’arte nel presente: per un festival che ha dovuto spesso lottare per continuare a far vedere, a promuovere, a diffondere proposte cinematografiche non allineate, niente di meglio che un'edizione "di resistenza", capace anche di provocare il dibattito.

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