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Ex Carrel, dipendenti in assemblea: sindacati chiedono il rilancio

Sarebbe in corso una procedura di vendita del capannone ma i sindacati ritengono che questa non sia la giusta via da percorrere

CROCETTA DEL MONTELLO Settanta lavoratori in assemblea preoccupati per la loro sorte. Sono i dipendenti della Camiceria Italiana (ex Carrel Spa) di Crocetta del Montello che martedì mattina hanno incontrato i sindacati subito dopo aver ricevuto una lettera dai commissari giudiziali Andrea Frattini e Luca Caloni del Tribunale di Arezzo dove sarebbe in corso la procedura di concordato liquidatorio per la società.

La lettera, rivolta ai creditori privilegiati quali sono i lavoratori,  presenta il piano di realizzazione dell'attivo da ripartire fra i creditori – fanno sapere le rappresentanze sindacali in una nota -.  Di fronte a circa 258 mila euro di crediti da clienti, il piano presentato  prevede “la realizzazione con assoluta certezza” di almeno 100mila euro di rientro. Per quanto riguarda i crediti verso Del Siena Group (inseriti in un altro concordato) è previsto il recupero totale dell’importo dovuto. Il piano prevede poi la vendita del capannone industriale, per un valore di 3 milioni e 400mila euro, di certa realizzazione anche in questo caso, considerando (riporta la lettera) la ripresa economica in atto.

“La cosa che rileviamo e sottolineiamo con forza è che questo piano di concordato ruota quasi esclusivamente attorno alla vendita dell’immobile, cosa che ci sembra alquanto fragile e di difficile realizzazione nei tempi e nel valore economico espresso dalla proprietà – dichiarano Gianni Boato FEMCA Cisl e Wilma Campaner FILCTEM Cigl – Noi riteniamo che l’unica vera soluzione sia riappropriarsi del marchio Carrel SpA, per rendere nuovamente appetibile l’azienda di Crocetta del Montello, spogliata illegittimamente della sua identità e privata delle sue vere potenzialità.”

“L’unica via da percorrere, secondo noi, è quella del fallimento. Solo così – proseguono Boato e Campaner – si potrà richiedere al Giudice la revocatoria del marchio Carrel che, abbinato all’alta professionalità delle lavoratrici, riconosciuta a livello internazionale, potrà essere nuovamente appetibile per un acquirente che, solo allora, avrebbe di fronte un’azienda nuovamente competitiva. Diversamente – affermano con forza i sindacati – ci troviamo di fronte ad un capannone vuoto come molti altri nel nostro territorio.”

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