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L'Avis trevigiana si riunisce in assemblea: donatori e medici in forte calo

Importante incontro nel pomeriggio di sabato per l'associazione di donatori trevigiana, tra le più numerose in Italia. Zaia: "Avisini straordinari, una risorsa per la nostra sanità"

PADERNO DEL GRAPPA "Sono grata a tutti voi per l’impegno che costantemente dedicate affinché non venga meno il nostro Dono a chi ne ha bisogno. Anche quest’anno la nostra responsabilità e i nostri cuori hanno portato risultati per i quali possiamo esprimere piena soddisfazione". Con queste parole Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso, si è rivolta alle centinaia di donatori di sangue che sabato pomeriggio hanno presenziato ai lavori dell’Assemblea ordinaria dell’associazione di volontariato più numerosa, quasi 35mila soci, nella Marca Trevigiana.

Presenti nella sala degli Istituti Filippin di Paderno del Grappa oltre 450 donatori di sangue, un delegato ogni 150 iscritti, provenienti dalle 89 Comunali di tutta la provincia di Treviso. Oltre ai presidenti e delegati hanno presenziato ai lavori i componenti del Consiglio direttivo e quelli del Collegio dei revisori provinciali in carica. Un appello dei giovani ai giovani. Presenti sempre nelle tante iniziative promosse sul territorio della Marca, almeno un centinaio i giovani donatori di sangue Avis che offrono il loro tempo a sostegno dell’Associazione. Tante le testimonianze portate dai presidenti delle Comunali e dai delegati per migliorare relazioni con il personale sanitario e l’utilizzo di nuovi macchinari per la lavorazione del sangue. Molti i medici in sala che hanno riconosciuto all’Avis provinciale di Treviso la potenzialità, rispetto ad altre città regionali e italiane, della donazione del sangue. Il numero delle sacche ha sempre soddisfatto l’autosufficienza nella Marca, «Anzi di più» è stato più volte sottolineato. Il sistema trasfusionale è in evoluzione. E in ballo non ci sono solo nuove regole europee ma anche altri modelli organizzativi. Una relazione quella presentata dalla presidente – è stato detto – dove non si sono nascosti i problemi, a iniziare da quello del calo delle donazioni. I nodi vanno sciolti e affrontati. "E’ necessario quindi più che mai – tanti gli appelli - esortare alle donazioni".

Stando ai dati presentati durante l'assemblea di sabato, il 2017 ha registrato una raccolta complessiva di 49.375 sacche, con un decremento del 2,32% rispetto all’anno precedente. E nello specifico 40.679 sacche di sangue intero, 7.703 plasmaferesi e 993 piastrine. La raccolta associativa è stata di 13.189 unità, mentre quella nei C.T. (Centri trasfusionali) di 36.187. Le cessioni di sacche intra ed extraregionali sono state 7.300. Il 2017 è stato un anno di continua chiamata alla donazione e le attività promosse dall’Avis della provincia di Treviso sono state moltissime. Tutte le richieste, spesso con cadenza giornaliera, sono comunque state soddisfatte. I soci donatori della nostra provincia al 31.12.2017 sono stati 34.475, di cui attivi 31.845. Tra gli attivi 11.130 sono donne e 20.715 uomini. Le donne hanno effettuato 13.932 donazioni e gli uomini 35.443. I donatori extra-europei sono 299 donne e 422 uomini. L’impegno profuso sul territorio da tutti i presidenti e i loro collaboratori nel corso del 2017 è stato premiato e ha portato all'iscrizione 2.321 nuovi donatori. Le donne sono 1.053, gli uomini 1.268. Da segnalare che il 39% hanno una fascia di età tra i 18 e 25 anni e ancora il 25,38% tra i 26 e 35.

"Gli avisini sono donne e uomini straordinari che sanno cosa significa aiutare gli altri e contribuire a una necessità che non conosce stagioni. Sono un’importante risorsa per la nostra sanità e un esempio di solidarietà per il territorio. Rappresentano quel sentimento che muove un veneto su quattro nello svolgere volontariato in forma gratuita e nel tempo libero". Parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, pervenute con un messaggio ai donatori di sangue presenti all’Assemblea ordinaria dell’Avis Provinciale. "Donare è l’amore che si muove. E donare il sangue è davvero esprimere un grande amore verso il prossimo e verso le vite che, con questo gesto spontaneo di altruismo, vengono salvate – ha continuato il governatore del Veneto –. Vi ringrazio per quanto fate e continuate a fare con grande spirito di responsabilità verso chi ha bisogno".  "Ci corre infine l’obbligo di segnalare ancora una volta e con forza un elemento che per Avis - ha spiegato la presidente Vanda Pradal - sta diventando una criticità importante: la mancanza di medici e di operatori sanitari nella nostra Unità di raccolta, la difficoltà di reperirli e formarli.  Insistiamo ancora nel chiedere che i medici in specializzazione possano ottenere l’autorizzazione ad operare nella nostra Udr" ha concluso la presidente.

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