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L'ospedale di montebelluna

L'ospedale di montebelluna

Ore di attesa al pronto soccorso, una commissione farà un'indagine

Dopo il caso di una paziente che ha segnalato di aver atteso 24 ore per una diagnosi, è intervenuto il presidente del Veneto Luca Zaia

MONTEBELLUNA - Attende ore e ore al pronto soccorso, scatta l'ispezione e interviene il governatore Zaia. Vista la decisione odierna da parte del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, di aprire un'ispezione sul caso specifico, la direzione dell'Ulss 8 ha, nella stessa giornata di venerdì, istituito una Commissione d'indagine che avrà il compito di verificare l'intero percorso clinico compiuto dalla signora in questione, a partire dall'assistenza ricevuta dal proprio medico di medicina generale. La Commissione è costituita dal dottor Ernesto De Menis, direttore del dipartimento di Medicina del San Valentino di Montebelluna, dal dottor Matteo Pistorello, direttore del Pronto soccorso dell'Ulss 8 e dal dottor Mario Saia, responsabile della sezione controlli della Regione del Veneto e produrrà una relazione, utile per chiarire la vicenda che sarà consegnata al Presidente della Regione.

Secondo una prima indagine interna risulta che la signora si è presentata in pronto soccorso lunedì 5 maggio alle 10.54 con una richiesta di visita medica del proprio medico. All'ingresso le veniva assegnato il codice di priorità bianco per il problema "febbre" che perdurava già da un mese. La paziente è stata visitata alle ore 14.26  (quindi dopo 3 ore e 32' dall'arrivo; nel frattempo erano stati presi in carico 2 codici rossi con uscita del medico sul territorio, 8 gialli e 6 verdi e 7 bianchi), sottoposta ad alcuni accertamenti  (prelievo venoso per  accertamenti ematochimici, un Ecg) che hanno consentito di diagnosticare la broncopolmonite destra. Il medico di Pronto soccorso ha inoltre chiesto una consulenza internistica - eseguita nel pomeriggio. L'internista che ha visitato successivamente la paziente in reparto ha suggerito una terapia e una TAC del torace da effettuare il giorno dopo, per sottoporre il problema successivamente all'attenzione dello pneumologo. Al ritorno in Pronto soccorso è stato proposto alla signora di rimanere in osservazione per la notte ma la paziente ha rifiutato.

Il giorno successivo la signora si è ripresentata al Pronto soccorso dove è stata inviata ad eseguire la Tac del torace e, successivamente, alla visita pneumologica che  non ha evidenziato nulla di emergente e ha confermato la diagnosi già nota all'ingresso della paziente. “Non è quindi corretto sostenere che la paziente ha dovuto attendere 24 ore per diagnosticare una broncopolmonite – si legge in una nota dell’Usl -: la donna, che ha rifiutato di restare in osservazione durante la notte, alle 20.00 del 5 maggio è stata dimessa in serata già con diagnosi di broncopolmonite, consigli terapeutici e appuntamento per il mattino successivo quando è stata sottoposta a TAC e visitata dallo specialista pneumologo che ha nuovamente confermato diagnosi e terapia prescritta il giorno prima”.

L’azienda sanitaria precisa, inoltre, che proprio in questi giorni, la direzione sta lavorando per la riforma dell'accoglienza in Pronto soccorso ed è stata autorizzata dalla Regione del Veneto per integrare l'organico del Pronto soccorso per cui è prevista l'assunzione di un medico e di due infermieri che, a breve, inizieranno ad operare.

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