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Cronaca

Tre giorni di scienza, tecnologia e sport al liceo delle Canossiane di Treviso

Gli studenti hanno potuto toccare con mano, in loco e attraverso gli esperti del settore, le discipline che studiano a scuola. Quelli più grandi invece, a Lignano, hanno potuto conoscere alcuni sport marittimi tra cui il windsurf, la vela e lo stand up paddle

TREVISO Gli studenti del Liceo delle Canossiane sono appena tornati da tre giorni di attività “residenziali” al Fenice Green Energy Park di Padova, alla Casa sul fiume in Val Brenta e al Villaggio Adriatico Ge. Tur. a Lignano Sabbiadoro. A seconda del percorso intrapreso, Liceo delle Scienze applicate o Liceo Sportivo, gli studenti hanno potuto toccare con mano, in loco e attraverso gli esperti del settore, le discipline che studiano a scuola. Al Fenice Green Energy Park di Padova è stato possibile affrontare il tema delle energie rinnovabili, del biomonitoraggio, dei biocarburanti e della bioedilizia. I ragazzi sono stati coinvolti in esperienze laboratoriali, hanno programmato dei robot, comandato dei droni, oltre ad assistere ad una lezione al Planetario di Padova e visitare il MuSMe, il Museo della storia della medicina. 

In Val Brenta i ragazzi dello sportivo hanno fatto esperienza dello sport fluviale attraverso corsi di canoa, lezioni di salvamento fluviale, rafting sul Fiume Brenta, lezioni di arrampicata e un percorso di trekking. Quelli più grandi invece, a Lignano, hanno potuto conoscere alcuni sport marittimi tra cui il windsurf, la vela e lo stand up paddle (SUP) oltre ai più classici pallanuoto, aquagym, tennis e scherma, negli ambienti coperti della struttura. “Le attività residenziali sono una modalità di far scuola, che abbiamo intrapreso una quindicina d’anni fa, per far vivere in prima persona e attraverso laboratori ciò che si studia al mattino, imparando sul campo - ha dichiarato il preside, Stefano De Marchi -. Ogni anno gli studenti, come parte del monte ore curricolare, devono svolgere delle attività inerenti il loro percorso con istruttori ed esperti qualificati e questo permette loro di entrare nel vivo delle questioni e delle discipline. Se si può apprendere all’aria aperta, partendo dalla realtà concreta e divertendosi abbiamo fatto centro. Gli studenti, in particolar modo gli adolescenti, hanno bisogno di vivere e di far esperienza di ciò che studiano. Ciò consente loro di orientarli nelle scelte di alternanza scuola lavoro e sul proprio futuro lavorativo o universitario. E’ certo che poi bisogna tornare a studiare sui libri, in classe, per concettualizzare, approfondire e rielaborare le esperienze fatte - ha concluso De Marchi.

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