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Zaia: "2014? Roma guardi al Veneto e tagli i parlamentari"

"Tenere alzate le serrande delle attività che danno occupazione, sostegno per l'accesso al credito delle imprese, aiuto ai giovani"

"Tenere alzate le serrande delle attività che danno occupazione, sostegno per l'accesso al credito delle imprese, aiuto ai giovani per l'ingresso nel mondo del lavoro e attenzione alle famiglie e a sociale: sono le parole d'ordine degli impegni per il 2014 del governatore del Veneto Luca Zaia, con sullo sfondo il forte richiamo all'ottenimento dallo Stato di una maggiore autonomia nelle scelte strategiche "per poter scegliere il nostro futuro". Il governatore affronta il nuovo anno con una visione improntata alla positività, dopo un 2013 "da iscrivere nelle pagine nere", alla luce degli indicatori che parlano di una leggere ripresa, di aziende che dicono che il fatturato aumenta, ma sapendo che c'è il peso del lavoro che manca - "abbiamo 170mila disoccupati" ricorda - e la necessità di dare risposte alle famiglie e ai giovani.

"Noi - evidenzia - abbiamo i fondamentali per affrontare la crisi ma anche per affrontare la ripresa. Ci serve però un governo nazionale che sia tonico, che dia risposte alle esigenze del territorio. Chiediamo che le Regioni virtuose siano premiate. Questo è un Paese invece dove si premia Caino e si bastona Abele". La 'lettura' del prossimo anno, nelle parole del governatore veneto, si muove sul doppio binario della realtà regionale e del rapporto con le realtà nazionali, con una politica centrale in ritardo rispetto alle istanze delle persone. "Se tu vivi quotidianamente in mezzo al popolo - dice Zaia a tale proposito - vivi le sfide del popolo: Quando invece vedi alcune scelte capisci che c'e' qualcuno che quando scrive le leggi non vive queste sfide. Penso che i cittadini abbiano dato dei segnali: vogliono scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, che devono essere di meno, anche della metà".

E il governatore indica ad esempio il Veneto che ha fatto una legge elettorale che lascia ai veneti "di scegliere i propri rappresentanti, che ha ridotto il numero dei consiglieri regionali e deciso il blocco del numero dei mandati. Io sono per il blocco del numero di mandati anche per i parlamentari come accade per i sindaci, i presidenti di provincia e, in Veneto, per il presidente della regione visto che ho chiesto che fosse limitato a due. Poi a Roma devono far pagare gli spreconi". L'attenzione poi torna alle imprese, ai giovani e il lavoro - "i giovani che aprono la partita Iva oggi sono i grandi datori di lavoro di domani. Se non abbiamo partite Iva da qui ai prossimi 10-15 anni andiamo a depauperare la ricchezza di tutto il territorio -, alla richiesta di autonomia. "I veneti - rileva - chiedono un referendum per dare un segnale. I padri costituenti hanno scritto una Costituzione autenticamente federalista. Questo centralismo ha colpito regioni virtuose come il Veneto. Noi paghiamo 21 miliardi di tasse all'anno e non capiamo per quale motivo non debba esserci riservato un trattamento di favore che è quello di essere indipendenti nelle nostre scelte, nell'investire le nostre risorse, nel poter fare le scelte strategiche per il territorio, nell'avere rapporti internazionali, nel poter scegliere in nostro futuro".

Zaia esprime quindi l'auspicio che questo "prima o poi accada" e rigetta l'ipotesi che il Veneto non conosca la solidarietà e la sussidiarietà nazionale "ma non possiamo più accettare che un pasto in ospedale in Veneto costi 6,5 euro e in giro per l'Italia 60 e passa euro". L'ultimo pensiero è per la macroregione, d'intesa con Piemonte e Lombardia, in una visione che guarda a una nuova Europa: "quella della valorizzazione delle grandi intese territoriali". (ANSA)

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