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Sei radar sul put interno a caccia di chi supera i 30 all'ora

Si tratta di rilevatori automatici di traffico che servono a monitorare il rispetto del nuovo limite di velocità a Treviso

TREVISO - Sei radar posizionati lungo il put interno per controllare il rispetto dei limiti del provvedimento “Salva Pedoni. Cammino e pedalo più sicuro a Treviso”. La misura che prevede il limite dei 30 km/h per i veicoli che percorrono l’anello interno del Put, è stata introdotta dall’amministrazione Manildo a gennaio di quest’anno per consentire a bici e pedoni di muoversi in sicurezza all’interno delle mura cittadine.

“I controlli fatti durante il primo periodo di istituzione della zona 30 hanno dato risultati positivi. Le multe elevate da gennaio ad oggi sono state solamente due. Anche nelle strade più larghe, come Viale d’Alviano dove la tendenza è quella di premere sull’acceleratore, la percentuale di chi viaggia entro i 50 km/h è quasi del cento per cento.  Le auto che prima tenevano i 30 km orari erano il 5 per cento, dopo l’entrata in vigore del Salva Pedoni sono invece diventate il 26 - dichiara l’assessore alla mobilità del Comune di Treviso Roberto Grigoletto - Continuiamo a vigilare sul rispetto del provvedimento perché questo livello di sicurezza venga garantito. Dalla prossima settimana e per una decina di giorni verranno posizionati lungo l’anello interno del Put sei nuovi radar.  E’ bene chiarire fin da subito che non si tratta di autovelox ma di rilevatori di traffico utili all’amministrazione per monitorare il rispetto della misura, L’obiettivo, come ho già avuto modo di dire – prosegue l’assessore - non è quello di fare cassa ma di mettere i cittadini in condizione di muoversi sicuri in bici o a piedi. Se gli esiti saranno positivi non sarà chiaramente necessario ricorrere alle sanzioni. In caso contrario invece si dovrà procedere in questo senso”.

A confermare la validità della zona 30 anche i dati resi noti di recente dalla Provincia di Treviso che registrano un trend negativo degli incidenti stradali proprio nei centri abitati. Inoltre con una raccomandazione del 2011 il Parlamento Europeo ha chiesto alle autorità responsabili di introdurre limiti di velocità di 30 km/h in tutte le aree residenziali e sulle strade a corsia unica nelle zone urbane che non hanno corsie ciclabili.  “L’esperienza di Treviso si unisce a quella di altre città italiane come Udine, Reggio Emilia, Ferrara, e Arezzo dove un centro più sicuro è anche più sano e bello da vivere”, chiude Grigoletto.

 

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