Botte e minacce ai coetanei, baby gang ai domiciliari

Sei studenti minorenni accusati di rapina, percosse, furto ed estorsione sono finiti ai domiciliari al termine dell'operazione Blood-gang condotta dai carabinieri di Vittorio Veneto

La baby gang su Instagram

«Noi siamo minorenni, non ci possono fare nulla»: in una frase, rivolta ad un negoziante che avevano aggredito, il manifesto della loro sfrontatezza, da piccoli "criminali in erba". Si credevano impuniti. Si sbagliavano. I carabinieri di Vittorio Veneto hanno azzerato una baby gang che imperversava nel vittoriese. Sei studenti minorenni, di età compresa tra i 16 e i 17 anni, residenti e iscritti a istituti superiori della zona sono finiti agli arresti domiciliari dopo l'ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale dei minori di Venezia su richiesta della Procura della Repubblica. I sei minorenni, tre dei quali già segnalati in passato, sono accusati a vario titolo dei reati di: percosse, furto aggravato, rapina, minacce ed estorsione nei riguardi di coetanei, nel periodo compreso tra ottobre 2018 e giugno 2020 nel territorio di Vittorio Veneto. La gang aveva creato un apposito gruppo su Instagram in cui spesso raccontavano i loro misfatti o si scambiavano idee: gli investigatori dell'Arma, coordinati dal comandante di Compagnia, Giuseppe Agresti, ed il comandante della stazione, Mauro Vit, lo hanno a lungo monitorato, seguendo passo passo le "scorribande" della gang.

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La baby gang operava una sorta di “controllo del territorio” con taglieggiamenti, estorsioni, schiaffi e pugni, (almeno una decina di episodi accertati), per ottenere denaro (piccole somme che andavano dai 50 centesimi ai 4 euro) ai danni di altri coetanei, molti dei quali costretti a subire in silenzio queste vere e proprie angherie. Le estorsioni si concretizzavano in questo modo: rubavano felpe, cellulari o altri oggetti alle vittime e poi chiedevano una sorta di "riscatto". In un caso arrivarono a strappare dal collo di un altro giovane una collanina di valore.

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