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Aveva sedici anni ma ne dimostrava venti: assolti i clienti del baby gigolò

Quattro persone sono state assolte dall'accusa di prostituzione minorile per aver avuto rapporti con un gigolò che aveva solo 16 anni ma sosteneva di essere maggiorenne

TREVISO Si è concluso con quattro assoluzioni il procedimento penale aperto nel 2012 a carico di cinque trevigiani accusati di aver avuto rapporti sessuali con un baby gigolò di soli 16 anni.

Come riportato da "La Tribuna di Treviso", uno dei cinque clienti pizzicati dalla Legge aveva deciso subito di essere giudicato con il rito abbreviato, rimediando una pena di quattro mesi di reclusione e ottenendone la sospensione condizionale, gli altri quattro trevigiani coinvolti hanno scelto di difendersi in aula e, nelle scorse ore, è arrivata per loro la sentenza definitiva. Ad assolvere i clienti del baby-gigolò è stata una consulenza a dir poco innovativa: il giudice ha infatti chiesto che la foto con cui il giovane gigolò si pubblicizzava sui siti d’incontri fosse mostrata a una settantina di persone per capire se effettivamente il ragazzo all'epoca dei fatti sembrasse più grande della sua età. Tutti gli interrogati hanno detto che quel ragazzo aveva più di vent'anni ma in realtà ne aveva solo sedici. L'età corrispondeva con quella che il giovane faceva credere ai suoi clienti sostenendo di essere maggiorenne.

Cresciuto in una famiglia benestante di Treviso, il baby gigolò aveva iniziato nel 2012 a prostituirsi su Bakeka incontri, sito d'incontri rivolto a uomini e donne a caccia di appuntamenti piccanti, per guadagnare qualche soldo extra. Quando la madre del ragazzo l'ha scoperto ha subito segnalato la cosa alle forze dell'ordine ma ormai il giovane aveva già costruito una rete di clienti molto ampia. Tra questi c'erano anche professionisti e professori di mezza età con cui il giovane aveva intrattenuto rapporti in hotel o a casa. Nessuno dei suoi clienti poteva però pensare che il ragazzo avesse solo 16 anni visto che ne dimostrava qualcuno in più e lui stesso sosteneva di avere già la patente e di essere maggiorenne. Il giudice non ha potuto fare altro che dar ragione ai clienti del ragazzo, dichiarando chiusa l'intera vicenda.

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