Cronaca

Assalti ai bancomat, smantellate all'alba due bande di giostrai

I carabinieri hanno arrestato, su disposizione del Gip del Tribunale di Treviso, venti persone tra la Marca, Padova, Vicenza, Verona, Venezia e Pordenone. Quasi 40 colpi messi a segno

TREVISO La loro specialità era quella di far saltare in aria i bancomat e le casse continue utilizzando l'esplosivo, soprattutto ordigni di polvere pirica chiamati in gergo "marmotte": una quarantina di colpi quelli messi a segno in tutto il Veneto ma anche nella province di Mantova e Pordenone. Il bottino? Mezzo milione di euro. Questo quanto erano riuscite a "guadagnare", dal dicembre del 2015 alla fine dello scorso mese di luglio, due distinte bande di giostrai le cui scorribande sono giunte al capolinea. I carabinieri del nucleo investigativo di Treviso sono riusciti, al termine di una lunga indagine, ad identificare e arrestare tutti i membri di questi due gruppi: si tratta di 20 persone, tutti giostrai e pregiudicati. A loro carico ci sono ben 92 capi d'imputazione. L'unico elemento di congiunzione tra le due organizzazioni era un giostraio specialista nel preparare gli ordigni e piazzarli poi nelle casse continue o nei bancomat per farli esplodere: un vero e proprio professionista del settore. Per la prima volta nella Marca quattro tra gli arrestati dovranno rispondere di concorso esterno in associazione a delinquere.

Gli arresti sono scattati all'alba di giovedì: sono stati almeno 200 i militari, di Treviso, Padova, Vicenza, Verona e del Battaglione di Mestre impiegati per la cattura dei componenti delle due bande: coinvolte anche le unità cinofile e il nucleo elicotteri. Durante le perquisizioni sono state sequestrate numerose armi e una parte della refurtiva in denaro.

Gli arrestati: D.G.M., 34 anni di Cittadella, G.F., 39 anni di Cittadella, J.G., 29 anni di Venezia, R.C., 30 anni di Piove di Sacco, C.G., 29 anni di Cittadella, C.M., 26 anni di Montebelluna, D.M., 33 anni di Valdobbiandene, D.S., 47 anni di Soave, L.C., 50 anni di Montebelluna, M.P., 43 anni di Soave, R.C., 38 anni di Spilimbergo, A.G., 50 anni di Legnago, A.G., 48 anni di Este, A.R., 38 anni di Conegliano, E.M., 35 anni di Sandonà, R.P., 54 anni di Camposampiero, R.F., 67 anni di Dolo, M.C., 36 anni di Portogruaro, R.B., 70 anni di Camposampiero e G.B., 32 anni di Padova.

Le località colpite dalle bande. San Giorgio di Mantova, Sandrigo, Rovato, Valeggio sul Mincio, Camisano, Malo, Padova, San Giorgio delle Pertiche, Rossano, Noventa di Piave, Mansuè, Sacile, Oderzo, Ponzano, Mestre e Salzano, meta dell'ultimo assalto, datato 30 luglio scorso.

“Con questa operazione i Carabinieri di Treviso e i loro colleghi di Padova, Vicenza e Verona hanno dato un’altra mazzata alla malavita in Veneto. Bravi e grazie ai militi dell’Arma. Ora i responsabili vengano adeguatamente puniti con la massima severità possibile”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta il “blitz” dei Carabinieri che ha portato ad eseguire venti provvedimenti restrittivi nei confronti di quelli che appaiono essere i componenti di un’organizzazione dedita agli assalti ai bancomat e ad altri reati. “Ripulire il territorio da questo tipo di criminalità, che è quella che di più spaventa i cittadini – commenta il Governatore – è uno degli obbiettivi che più qualificano la lotta a una delinquenza sempre più aggressiva e sempre più spesso spietata”. “Oggi i nostri tutori dell’ordine – conclude Zaia – hanno mandato un nuovo, ennesimo forte messaggio a ogni tipo di malavita: non provateci, perché prima o poi vi prendiamo”.

"Un plauso ai carabinieri di Treviso e al comandante provinciale Ruggiero Capodivento per questa operazione - ha dichiarato il sindaco di Treviso Giovanni Manildo dopo aver appreso questa mattina la notizia - Un ringraziamento sincero va alle nostre forze dell'ordine che lavorano per garantire la sicurezza del nostro territorio e dei cittadini".

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