Barbiere abusivo scoperto e multato dalla polizia locale

Il titolare del negozio di via Zermanese non è stato in grado di esibire la comunicazione di inizio attività. Negozio chiuso e multa da 3mila euro per il titolare

Aveva aperto un negozio di barbiere e parrucchiere in via Zermanese ma l'attività è risultata completamente abusiva. Per questo gli agenti del Nucleo commerciale della Polizia locale di Treviso hanno fatto chiudere immediatamente l’esercizio elevando pesanti sanzioni nei confronti del trasgressore, un cittadino marocchino di 40 anni.

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Le irregolarità riscontrate sono state di vario genere fra le quali carenze per le norme antincendio e sul divieto di fumo. Inoltre, il titolare non è stato in grado di esibire la comunicazione per iniziare l'attività. «Tra le violazioni più rilevanti - spiega il comandante della Polizia Locale di Treviso Andrea Gallo - vi è anche la totale assenza sul luogo del lavoro del cosiddetto responsabile tecnico, indispensabile per esercitare questo tipo di lavoro, che nel caso di specie risulta essere una donna di 76 anni di nazionalità italiana residente in un comune vicino». Per il 40enne saranno notificati a breve verbali per circa 3mila euro ma da subito gli agenti hanno intimato la cessazione immediata dell'attività, in attesa che tutti i requisiti di legge vengano rispettati. «I controlli di questo genere - spiega il dirigente Gallo - sono finalizzati in modo particolare al rispetto delle norme di sicurezza e sanitarie, a difesa del consumatore che spesso è ignaro di fruire di servizi che a volte non sono in regola con le normative che lo tutelano». Oltre al pagamento delle sanzioni, il titolare del negozio non potrà riaprire finché non sarà in grado di dimostrare di aver regolarizzato tutte le situazioni che hanno fatto scaturire i verbali di violazione «Ringrazio gli agenti del Nucleo commerciale della Polizia locale per l’ottimo lavoro a tutela dei cittadini - le parole del sindaco Mario Conte - È fondamentale che chiunque si trovi ad aprire una nuova attività rispetti gli standard di sicurezza e igiene e presenti tutte le documentazioni necessarie. Chi non è in regola, è giusto che venga sanzionato».

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