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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Schianto mortale a Povegliano, per il Tribunale fu omicidio stradale

Il 7 giugno del 2019 Christian Barzan, 25enne di Quinto, aveva provocato l'incidente in cui aveva perso la vita Giuseppina Lo Brutto, 62enne ex dipendente della provincia, mentre era in auto con l'ex fidanzata. Il giovane è stato condannato a tre anni e tre mesi e prosciolto dalle accuse di omicidio volontario e duplice tentato omicidio. Assolto, perché il fatto non sussiste, dai reati di violenza sessuale e stalking

Tre anni e tre mesi per omicidio stradale che riqualifica i reati di omicidio stradale e duplice tentato omicidio, assoluzione, perchè il fatto non sussiste, per lo stalking e la violenza sessuale.

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 6 ottobre, il giudice dell'udienza preliminare  Piera De Stefani ha emesso la sentenza, di primo grado e in abbreviato, nei confronti di Christian Barzan, il 25enne che era finito alla sbarra con l'accusa di aver volontariamente provocato l'incidente in cui morì Giuseppina Lo Brutto, 62 anni ex dipendente della Provincia, del tentato omicidio del marito di lei, Flavio Cagnato, e di Giorgia Biglieri, l'ex fidanzata che lo accusava anche di violenza sessuale e stalking. L'incidente era avvenuto il 7 giugno del 2019 a Povegliano. Il risarcimento del danno dovrà essere quantificato con un separato giudizio civile. Sulla sentenza il legale di Barzan, l'avvocato Fabio Crea, ha preannunciato il ricorso in appello.

Dal processo esce quindi "sconfitta" la tesi accusatoria sostenuta dal pubblico ministero Daniela Brunetti, che aveva chiesto una condanna a 11 anni, già scontati per il rito. Ma soprattutto è Giorgia Biglieri a non essere creduta, quando raccontò che il giovane lanciò la sua Alfa Mito contro la vettura della Lo Brutto intenzionalmente, dopo che il ragazzo l'avrebbe costretta ad un rapporto sessuale non protetto e non voluto. Lo stesso dicasi per lo stalking che Barzan avrebbe condotto negli anni nei suoi confronti.

In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro 90 giorni, 

appare chiaro come a pesare è stata la relazione fatta dal consulente tecnico nominato dalla Procura e chiamato a esaminare la dinamica dell'incidente. Nella perizia che Enrico Bellomo consegnò al pubblico ministero nel gennaio del 2020 si leggeva infatti che «all'esame cinematico e dinamico dell'evento non sono emersi elementi tecnici sufficienti per evidenziare un profilo di volontarietà del sinistro, da ritenere invece esclusivamente ascrivibile alla avventata e distratta condotta di guida».

«Quello che mi stato portato via in questi due anni, quello che ho passato insieme alla mia famiglia - ha detto Christian Barzan - non mi viene restituito neppure con l'esito del processo. Alla famiglia della vittima posso solo rinnovare le scuse per la tragedia. Spero però che questa sentenza aiuti anche loro a capire e se possibile a perdonare».

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