La difesa di Barzan attacca la Procura: «Perizie non prese in considerazione»

La nota di Fabio Crea, il legale che assiste Christian Barzan, il 23enne nei cui confronti il sostituto procuratore Daniela Brunetti intende chiedere il rinvio a giudizio per omicidio volontario, duplice tentato omicidio volontario, stalking e violenza sessuale

Christian Barzan

«Raffrontando i capi di imputazione con gli atti di indagine oggi definitivamente acquisiti, riteniamo che la Procura avrebbe dovuto agire in altro modo: il fatto più grave avrebbe dovuto essere qualificato diversamente, come aveva “ordinato” il GIP che con il suo provvedimento aveva escluso la volontarietà dell’omicidio scarcerando Christian, mentre i reati di violenza sessuale e stalking avrebbero meritato l’archiviazione, tanto appaiono infondati». Lo scrive in una nota diffusa oggi Fabio Crea, il legale che assiste il 23enne di Quinto nei cui confronti il sostituto procuratore Daniela Brunetti intende chiedere il rinvio a giudizio per i reati di omicidio volontario, duplice tentato omicidio volontario, stalking e violenza sessuale. Il ragazzo è accusato di aver causato apposta l'incidente in cui la sera del 7 giugno scorso a Povegliano morì la 62enne Giuseppina Lo Brutto. Uno schianto, in cui restò gravemente ferito anche Flavio Cagnato, il marito della donna, che Barzan avrebbe provocato nel tentativo di uccidersi e uccidere la ex fidanzata Giorgia Biglieri.

«La Procura -rimarca Crea- non ha tenuto in nessuna considerazione le proprie consulenze, in primis quella ricostruttiva dell’incidente in cui proprio lo stesso consulente del pubblico ministero ha escluso l’esistenza di prove sulla volontarietà del sinistro stradale, e inoltre quella sui telefoni, resa possibile soltanto a seguito delle reiterate richieste della difesa, in cui sono evidenti comportamenti e contenuti di egual natura tra i due ragazzi. Sulla base di quanto contenuto negli atti, stiamo già predisponendo una corposa memoria che siamo certi consentirà alla Procura di modificare l’accusa definitiva prima della richiesta di rinvio a giudizio, anche grazie al contributo di Christian che intende rendere interrogatorio, così come già fatto avanti al Giudice pur in condizioni di salute gravissime».

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«Inoltre -conclude Crea- dopo tanti mesi di rispettoso silenzio nei confronti degli investigatori e della famiglia della signora deceduta, i genitori di Christian, in una conferenza stampa che si svolgerà lunedì prossimo,  intendono prendere posizione innanzitutto per tutelare dalle gravissime accuse il giovanissimo figlio, la cui immagine, per l’esposizione mediatica cui è stato sottoposto dall’inizio della vicenda, è stata gravemente pregiudicata, ancor prima della celebrazione di un processo, nonostante al momento l’unica decisione di un Giudice è stata quella di escludere l’esistenza di un omicidio volontario».

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