Batterio killer, spunta un nuovo caso di morte sospetta

Si tratta di un 62enne originario di Montebelluna morto nel 2015 in circostanze sospette. La procura di Padova ha deciso di aprire un inchiesta per fare chiarezza sulla vicenda

Foto d'archivio

Era il febbraio del 2009 quando un 62enne di Montebelluna si fece operare nel reparto di Cardiochirurgia dell'ospedale di Padova per la sostituzione di una valvola mitralica. Un'operazione apparentemente riuscita senza problemi.

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Sei anni più tardi però, nel 2015, il trevigiano inizia a manifestare alcuni sintomi preoccupanti: febbre, dolori, mancanza di respiro e un perenne senso di spossatezza. Ricoverato sempre nell'ospedale patavino, i medici diagnosticano all'uomo una polmonite ma dicono ai familiari del paziente di non sapere con quali antibiotici curare l'infezione. Poche settimane più tardi le condizioni del sessantenne trevigiano peggiorano in maniera drastica e il paziente muore in ospedale. Oggi, come riportato da "La Tribuna di Treviso", la Procura di Padova ha deciso di aprire un'inchiesta per fare luce su un altro decesso avvenuto nel 2014 sempre nel reparto di Cardiochirurgia dell'ospedale di Padova. Le indagini su quella vicenda hanno portato a galla anche il decesso del paziente trevigiano avvenuto pochi mesi dopo. Stando alle prove raccolte dal Tribunale dei diritti del malato, non è da escludere che a uccidere il 62enne di Montebelluna sia stata un'infezione da mycobacterium chimaera, il batterio killer trovato nei dispositivi della LivaNova, azienda inglese del gruppo Sorin che produce il macchinario Ecmo per la circolazione extracorporea del sangue. Si spiegherebbero in questo modo le difficoltà dei dottori nel trovare una cura adatta ai pazienti morti all'ospedale di Padova. Per il momento il decesso del paziente trevigiano resta etichettato come caso di morte sospetta ma le indagini sono in corso e l'inchiesta della Procura di Padova proseguirà per fare chiarezza anche nelle prossime settimane.

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