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Ubriachi si tuffano nei Buranelli, ecco chi sono i "bagnanti"

I cinque ragazzi, che nella notte fra venerdì 31 agosto e sabato 1 settembre si sono tuffati nel canale del centro storico, rischiano una sanzione da 5 a 30 mila euro. Conte: "Ammettano la bravata e si scusino con la cittadinanza"

TREVISO Non sono sfuggiti agli occhi elettronici. Gli uomini della Polizia Locale di Treviso hanno sbobinato una serie infinita di fotogrammi per individuare i “tuffatori” dei Buranelli, un gruppetto di ragazzi che, alle 2.30 circa di sabato 1 settembre – probabilmente in preda ai fumi dell’alcol – ha pensato bene di concludere la serata con un bagno refrigerante. A ricostruire i movimenti dei cinque giovani, di età compresa fra i 20 e i 30 anni, hanno contribuito non solo le telecamere installate nei sottoportici del centro storico – che hanno ripreso i volti in maniera nitida -, ma anche i sistemi di lettura targhe e le testimonianze di residenti e gestori dei locali della zona, che ne hanno udito pure i nomi, permettendo così agli agenti di ricostruire i movimenti della nottata.

 A quanto pare, la scelta di spogliarsi completamente nudi per il tuffo improvvisato, potrebbe costare ai protagonisti della ragazzata una sanzione amministrativa dai 5 ai 30 mila euro per il reato di atti osceni, previsto dall’articolo 527 del codice penale.  "Invito i ragazzi a presentarsi al Comando di Polizia Locale di Treviso di via Castello d’Amore", afferma il comandante Maurizio Tondato. "Ogni dimostrazione di pentimento e di assunzione delle proprie responsabilità sarà favorevolmente considerato al momento della contestazione della violazione. Li aspettiamo: in caso contrario saremo costretti ad agire diversamente". 

"Il gesto di questi ragazzi, come avevamo annunciato nelle scorse settimane, non è sfuggito alle telecamere", le parole del primo cittadino Mario Conte. "Verranno puniti in maniera esemplare ma contiamo sul fatto che, prima di essere convocati, si presentino spontaneamente al Comando di Polizia Locale o da me a Ca' Sugana per ammettere la bravata e scusarsi con la cittadinanza. Un atteggiamento collaborativo potrebbe essere il primo passo verso un percorso alternativo volto ad acquisire maggiore consapevolezza e senso civico».

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