Bimba morta tre giorni dopo il parto: attesa per capire se poteva essere salvata

Serviranno 90 giorni ai consulenti della Procura per stabilire se l'operato dei dodici sanitari indagati per omicidio colposo possa aver contribuito al decesso della piccola

ODERZO Sarebbe stata la rottura dell'utero a provocare lo stato di sofferenza risultato fatale alla bimba nata all'ospedale di Oderzo e deceduta tre giorni dopo al Ca' Foncello di Treviso. Su disposizione del pm Massimo De Bortoli, titolare delle indagini per omicidio colposo che vedono indagate dodici persone tra medici, infermieri e ostetriche dei due ospedali trevigiani, è stata eseguita l'autopsia sul corpo della piccola.

Per avere i risultati definitivi, e capire dunque se ci siano state responsabilità da parte delle equipe mediche, si dovranno però attendere 90 giorni. Secondo il legale della famiglia, l'avvocato Giuseppe Triolo, il caso della 38enne di origini bellunesi ma residente nel coneglianese sarebbe potuto essere trattato in maniera diversa. Magari evitando un esito così tragico.

A stabilirlo saranno proprio i risultati dell'autopsia che in primis dovranno evidenziare se le complicazioni che hanno portato alla morte della piccola fossero prevedibili e, in caso di risposta affermativa, se la bimba potesse essere salvata.

La famiglia è convinta che se solo si fosse proceduto a un cesareo qualche ora prima, l'esito del parto sarebbe stato del tutto diverso. La gravidanza è stata normale, senza alcun problema. La bimba pesava 4 chili e 100 grammi, non aveva malformazioni e stava bene. Sarebbe dovuta nascere il 7 luglio e il 4 luglio si sarebbe dovuta svolgere l'ultima visita di controllo. Al 4 luglio però non ci si è mai arrivati: il decesso è avvenuto venerdì primo luglio, tre giorni dopo il cesareo d'urgenza disposto dai medici dell'ospedale di Oderzo.

La 38enne, il 27 giugno, aveva avvertito dei forti dolori al ventre e si era recata in ospedale a Oderzo. Dopo un controllo, era stata dimessa. La donna è tornata a casa ma il mattino successivo, alle 8, si è ripresentata all'ospedale piegata dagli spasmi. Alle 20, dopo 12 ore di contrazioni durante le quali la donna avrebbe più volte chiesto il parto cesareo, ha avuto una perdita di sangue. Un segnale che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Solo a quel punto i medici hanno disposto il cesareo d'urgenza.

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