Cronaca San Giuseppe / Via Daniele Monterumici

Biosteria di Ztl all'ex Piave: il consigliere Acampora insorge

Ca' Sugana negli ultimi giorni ha risposto ad un'interrogazione del consigliere rimarcando come tutto sia già stato segnalato alla Procura

La biosteria alla Piave

TREVISO Circa un mese fa il Consigliere comunale di Fratelli d'Italia-AN Davide Acampora ha depositato a Cà Sugana un'interrogazione nella quale chiedeva all'Amministrazione Manildo di poter visionare i permessi necessari al collettivo ZTL per svolgere l'attività di "biosteria" all'interno dell'ex caserma Piave. Nel documento Acampora evidenziava l'obbligo dei titolari della suddetta attività commerciale, che risulta essere a tutti gli effetti un vero e proprio esercizio di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, di rispettare determinati requisiti igienico-sanitari, amministrativi e fiscali "come fanno centinaia di esercenti onesti in tutta la città".

Giusto in questi giorni è arrivata però secca la risposta del Vicesindaco Grigoletto, il quale ha risposto al Consigliere che, trattandosi di occupazione non autorizzata, non sono state rilasciate concessioni/autorizzazioni da parte del Comune e che le attività effettuate sono state già segnalate alla Procura della Repubblica: "Una risposta che mi aspettavo ma che mi lascia ancora più dubbi di quanti ne avessi prima perchè non ero a conoscenza della denuncia", ha commentato Acampora, "Sono tutti con le spalle al  muro perchè il voto di scambio ha un caro prezzo da pagare...adesso la situazione sta sfuggendo di mano e non sono più in grado di gestirla".

Il Consigliere d'opposizione si domanda come sia possibile che l'Amministrazione collabori ancora con i ragazzi di ZTL (attraverso l'avvio di una convenzione con lo IUAV), dal momento in cui li ha già denunciati alla Procura della Repubblica: "mi sembra un po’ un controsenso...da una parte li denunciano e dall'altra si offrono per studiare una soluzione di pacificazione?! Mi sembra una follia", commenta sorridendo Acampora, "Se un esercente, comune mortale, non fosse in regola con i permessi, lo farebbero chiudere in tempo record e se in più avesse una pendenza giudiziaria probabilmente nemmeno riaprirebbe. Bell'esempio dal sindaco di tutti i trevigiani", ha concluso.

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