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Sabato, 28 Gennaio 2023
Cronaca San Giuseppe / Via Mercato Ortofrutticolo

Festa della Lega presa d'assalto dai centri sociali: blitz con fumogeni e sale grosso

Nel pomeriggio di venerdì 20 ottobre, verso le 14.45, un gruppo composto da una ventina di manifestanti del centro sociale Django ha invaso la festa della Lega Nord a Treviso

TREVISO Mancavano pochi minuti allo scoccare delle tre di pomeriggio quando un gruppo composto da una ventina di attivisti del centro sociale Django di Treviso, si è presentato all'ingresso della festa organizzata dalla Lega Nord nella zona del mercato ortofrutticolo.

Vestiti con tute da imbianchini, muniti di fumogeni colorati, volantini contro Matteo Salvini e diverse confezioni di sale grosso, gli attivisti dei centri sociali hanno cercato subito di entrare nel capannone principale della festa leghista dove questa sera è atteso l'intervento del Governatore Luca Zaia. Sul posto, al momento dell'improvvisa irruzione, erano presenti sia Dimitri Coin (segretario provinciale della Lega Nord) che Roberto Loschi (tra i principali organizzatori dell'evento leghista a Treviso). I due hanno provato a fare del loro meglio per fermare i giovani attivisti ma uno di loro è riuscito a intrufolarsi nella struttura e a rubare una bandiera della manifestazione, dandosi poi alla fuga. Mentre ciò accadeva, gli altri manifestanti cospargevano il terreno con del sale grosso e gettavano a terra decine di volantini contro la Lega Nord e il segretario Matteo Salvini. Il blitz è durato una decina di minuti ed ha lasciato nel caos la manifestazione leghista. Una volta spariti i manifestanti sul posto è intervenuta la polizia di stato che ha avviato le indagini sull'accaduto. Nessuna persona è rimasta ferita nel blitz. ma i responsabili dell'irruzione potrebbero essere accusati di irruzione e violazione della proprietà privata.

Unanime in Rete e sui social la condanna del gesto da parte dei sostenitori della Lega Nord. Massimo Candura, segretario circoscrizionale della Lega per la città di Treviso è arrivato sul posto appena saputa la notizia. "Sono sconcertato dai numerosi attacchi che la Lega continua a subire da parte degli attivisti dei centri sociali. Il nostro intento è semplicemente quello di esprimere pacificamente e legalmente le nostre idee. Chi non la pensa come noi è libero di stare alla larga dall'iniziativa ma mettere in atto un comportamento come quello visto messo in atto venerdì pomeriggio, è la prova che ci troviamo davanti a dei deficienti". Conclude Candura: "Quello che mi sorprende di più è il fatto che, nonostante la Lega abbia segnalato più volte i comportamenti illeciti di questi individui alle forze dell'ordine, nessun provvedimento giudiziario degno di nota è stato preso finora contro di loro". Nel frattempo il Centro Sociale Django ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video dell'intervento di oggi pomeriggio scrivendo le seguenti parole: "Abbiamo desalvinizzato la festa della Lega, perchè in questa città per chi semina odio e razzismo non c'è spazio. Ieri sera Matteo Salvini ha tentato di potare nella nostra città il germe del razzismo e noi da bravi anticorpi siamo arrivati per disinfettare tutto. Nessuno spazio ai leghisti, nessuno spazio ai razzisti".

“I centri sociali hanno operato un attacco allo stand a Treviso in cui dovevo andare stasera. Non posso che esprimere una dura condanna per questo grave episodio”. A dirlo è il presidente della Regione Luca Zaia aggiungendo che “in un Paese civile gesti come questi non dovrebbero accadere. Non ci sono giustificazioni ed è giusto e corretto che, oltre a perseguire i responsabili, ci sia una condanna unanime da parte di tutti”. “Spiace vedere – sottolinea il presidente - che a Treviso questi fatti, che fino qualche anno fa non erano di casa, oggi rischiano di diventare ordinarietà. Non è così che si dialoga in democrazia, anche perché violenza e danni non sono nelle corde della nostra comunità”. 

LA CONDANNA DI MANILDO “Condanniamo con forza l’attacco dei Centri sociali alla festa della Lega Nord - dichiara il sindaco di Treviso Giovanni Manildo - A tutti i militanti e ai vertici del partito va la nostra più piena solidarietà. Si tratta di un gesto, che se confermato, riteniamo grave e lesivo della libertà di ogni cittadino di associarsi a un partito e di condividere un ideale politico, libertà sancita dall’articolo 49 della nostra Costituzione. Treviso non solo riconosce ma soprattutto promuove questo diritto che è anche una libertà fondamentale e collettiva. Infine - sottolinea il sindaco - mi auguro che vengano individuati i responsabili di un attacco vile e vergognoso che non rappresenta Treviso, i trevigiani e chi li governa”.

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