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Alcuni dei capi sequestrati

Alcuni dei capi sequestrati

Blitz della finanza: sequestrati migliaia di capi contraffatti

Denunciati otto commercianti sia italiani che stranieri. Il gruppo vendeva prodotti contraffatti attraverso il sistema del porta a porta cittadino

TREVISO Più di mille capi d'abbigliamento contraffatti e sequestrati e otto rivenditori, sia italiani che stranieri, denunciati. Questo il risultato dell'operazione "Door to door" della guardia di finanza di Treviso, articolata attività investigativa portata avanti dai finanzieri per diversi mesi con l'obiettivo di reprimere la commercializzazione di capi di abbigliamento ed accessori contraffatti.

Nello specifico sono stati ben 3.100 i prodotti di sartoria sequestrati dai militari, a cui ha seguito il deferimento all'autorità giudiziaria per tutte le persone coinvolte. L’operazione, sviluppata dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Treviso, ha quindi consentito di smantellare una rete di malviventi che, grazie anche alla continua crisi economica, si presentavano nelle abitazioni dei cittadini e proponevano loro l’acquisto di capi di abbigliamento ed accessori a prezzi molto vantaggiosi, tutti con griffes delle più celebri case del lusso rigorosamente contraffatte. Tra i vari prodotti contraffatti, a puro titolo esemplificativo, si annoverano infatti marchi come “Gucci”, “Louis Vuitton”, “Woolrich”, “Moncler”, “Colmar”, “Peuterey”, "Liu-Jo" e molti altri ancora, tutti illecitamente riprodotti.

Per scoprire però le radici di questo commercio illegale, i finanzieri hanno dovuto partire dall’analisi dei flussi di merce che giunge in provincia attraverso i maggiori corrieri aerei internazionali, tanto da identificare nel tempo i soggetti che, una volta ricevuta la merce contraffatta, utilizzavano anonimi furgoncini per tentare la vendita della stessa attraverso il metodo “porta a porta”. In alcuni casi, le persone denunciate avevano pensato anche di arrotondare le proprie entrate trasformando la tavernetta o il garage della propria abitazione in una vera e propria boutique, dove accoglievano conoscenti proponendo loro la merce contraffatta, tra l’altro di ottima fattura. Sarà ora compito del Tribunale competente valutare la posizione di ogni coinvolto e il danno all'economia della Marca causato da tutto il gruppo.

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