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Un momento della protesta

Un momento della protesta

Situazione profughi a Treviso: blitz di Forza Nuova in Prefettura

I militanti del partito della destra trevigiana hanno inscenato una protesta in Piazza dei Signori per dare risalto agli indigenti italiani

TREVISO La federazione provinciale forzanovista di Treviso ha organizzato giovedì sera verso le 18 un presidio all’esterno della Prefettura del capoluogo per chiedere che tutti i benefici riservati ai profughi siano invece assegnati prima agli italiani, da qui il nome dell’iniziativa “Prima i profughi italiani”, come recitava lo striscione tenuto in mano dai militanti durante la protesta in Piazza dei Signori in contemporanea ad altre 40 città italiane. Durante la manifestazione è stata inoltre accompagnata in Prefettura una famiglia italiana che per varie difficoltà risulta indigente, chiedendo per loro un alloggio ed i 35 euro giornalieri che percepiscono le cooperative che ospitano gli immigrati sul territorio.

Di seguito le parole del segretario nazionale del partito, l’on. Roberto Fiore: “Da anni suoniamo il campanello d’allarme e in questi giorni stiamo assistendo ai ripetuti segnali di un disastro sociale largamente annunciato: casi di scabbia e malaria nelle stazioni di Roma e Milano, le intemperanze impunite dei rom, i machete dei sudamericani e l'esodo senza fine delle centinaia di migliaia di disperati dall’Africa. Servono misure eccezionali ed invece l’Europa se ne lava le mani: la Francia, paladina della fratellanza, chiude le frontiere, la Gran Bretagna contribuisce con la sua Marina a portare da noi altri clandestini, Matteo Renzi farfuglia di un piano B che anziché incuriosirci ci angoscia”. 

Continua l’ex europarlamentare: “Di fronte a questa situazione gravissima, vogliamo lanciare un forte segnale: ci sono gli italiani in difficoltà da aiutare! Senza se e senza ma. Ai prefetti chiediamo che i 35 euro al giorno siano utilizzati anche per le nostre famiglie. Ci sentiamo di obiettare - continua Fiore - che i soldi arrivino dal Fondo Europeo per i Rifugiati e che spettino “di diritto” ai profughi; ebbene il concetto non cambia: un buon padre di famiglia dovrebbe prima aiutare i suoi figli, pertanto chiediamo di aiutare prima i nostri cittadini, visto che sono anche cittadini europei. All’Europa abbiamo già ceduto la nostra sovranità monetaria e politica ed è l’Europa ad essere in debito, con i profughi che ha prodotto, prima di tutto, nei Paesi che ne fanno parte”.

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