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L'area sgambatura di via Tasso

L'area sgambatura di via Tasso

Bocconi avvelenati abbandonati nell'area per i cani fuori mura: «Un gesto vile»

L'episodio stamattina lungo la struttura di viale Tasso a Treviso. Il sindaco Conte: «Un gesto schifoso. L'area è stata bonificata da una ditta specializzata e verrà presto riaperta»

«Questa mattina è stata chiusa dalla polizia locale l'area sgambatura cani di viale Tasso in quanto sembrerebbe che qualcuno abbia gettato all'interno del recinto dei bocconcini avvelenati. Un gesto vile e schifoso e per questo chiedo a tutti i proprietari di cani di prestare attenzione». A comunicarlo, con un accorato post su Facebook, è il sindaco di Treviso Mario Conte, fortemente preoccupato per il possibile gesto compiuto da ignoti nella mattinata di venerdì, verso le ore 10. A segnalare l'episodio, direttamente al sindaco, è stata la proprietaria di un cagnolino che si è improvvisamente sentito male durante una sgambata nell'area verde, tanto da dover essere sottoposto d'urgenza ad una lavanda gastrica.

Sul punto è poi intervenuto l'assessore comunale all'ambiente, Alessandro Manera: «Quando parliamo di bocconi avvelenati vuol dire che non c’è mai limite alla idiozia e alla cattiveria umana. Si tratta sempre di un gesto da vigliacchi completamente illogico. In ogni caso, appena avuta la notizia, come Comune ci siamo subito attivati per far intervenire a spese nostre una ditta esterna specializzata in questa tipologia di interventi, la quale ci ha poi confermato di non aver trovato alcun boccone nell'area. A questo punto il cagnolino potrebbe aver ingerito precedentemente un boccone in un altro punto o magari essere incappato nell'unica esca presente in zona. In ogni caso, continueremo a vigilare affinché certi episodi non ricapitino più».

Quello che sarebbe potuto essere l'ennesimo caso nel territorio comunale negli ultimi mesi, ha comunque subito scatenato sui social le ire dei cittadini, come Giorgio che scrive: «Non capisco questi comportamenti, queste persone non sanno cosa significa avere un animale, sia esso un cane o un gatto, dovrebbero provare»; «La mente malata e criminale di chi agisce con l’intento di uccidere non si ferma ad un solo luogo, potrebbe ripetere l’azione ovunque. È bene prestare qualche attenzione in più!» scrive invece Annalisa; mentre per Deborah «va bene bonificare ma non è la soluzione al problema, domattina potrebbe ripresentarsi lo stesso pericolo. Servono telecamere, foto trappole e vigilanza, in modo da disincentivare questi malati mentali. E da proprietaria di cani, richiederei anche più educazione e rispetto da parte di chi come me ha animali, rispettando le regole, raccogliendo gli escrementi e tenendo i cani al guinzaglio».

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