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Foto tratta dal profilo Facebook di Stefano Milacic

Foto tratta dal profilo Facebook di Stefano Milacic

Niente arresti domiciliari: il "bombarolo" rimane in carcere

Resterà rinchiuso a Santa Bona Stefano Milacic, il 47enne di Carpesica finito in prigione con l'accusa di concorso nell'attentato al liceo "Flaminio" di Vittorio Veneto

Resterà dietro le sbarre nel penitenziario di Santa Bona, dove è attualmente recluso, Stefano Milacic, il 47enne di Carpesica finito in manette venerdì scorso con l'accusa di concorso nell'attentato dinamitardo del 3 giugno ai danni del liceo "Flaminio" di Vittorio Veneto.

Il sostituto procuratore Massimo De Bortoli ha dato infatti parere negativo all'attenuazione della misura cautelare e così il gip Bruno Casciarri ha respinto l'istanza del difensore di Milacic che aveva chiesto gli arresti domiciliari con l'obbligo del braccialetto elettronico. Il 47enne era stato arrestato perché ritenuto un soggetto pericoloso sulla base del contenuto di alcune intercettazioni ambientali in cui minacciava gli agenti della Digos che a novembre avevano effettuato due perquisizioni nella sua abitazione. «Se non la smettono di starmi addosso sparo, o sparo ai loro figli» aveva detto. Nel corso dell'interrogatorio di convalida dell'arresto Milacic aveva dichiarato che quelle le frasi  «erano uno sfogo perché mi sentivo sotto tensione e stressato. Ma dopo quello che mi è successo non potrei mai fare del male al figlio di qualcun altro». Una giustificazione che però non ha convinto né la Procura né tanto meno il giudice per le indagini preliminari.

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