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Bomba contro il Pam: «L'attentatore era uscito di prigione a settembre»

Enrico Sorarù, 56 anni bellunese senza fissa dimora, era stato denunciato più volte dal direttore del supermercato. Il timore era che potesse fuggire dai parenti all'estero

 

Era finito in prigione per aver commesso diversi furti ai danni del supermercato Pam di Treviso contro cui, lo scorso 6 novembre, aveva fatto esplodere un ordigno potenzialmente mortale.

Enrico Sorarù, 56 anni bellunese senza fissa dimora, è l'attentatore arrestato da carabinieri, Digos e polizia di Treviso nella giornata di sabato 14 novembre. Le indagini sono state coordinate dal Sostituto Procuratore Massimo Zampicinini mentre Massimo De Bortoli, procuratore reggente, ha spiegato alla stampa i dettagli sull'arresto. «L'ordigno era stato concepito per uccidere. Il movente del gesto sarebbe il risentimento dell'attentatore contro la direzione del Pam che l'aveva denunciato per una serie di furti commessi in passato». Le forze dell'ordine lo hanno fermato prima che potesse fuggire all'estero. «Avevamo il sospetto - spiega De Bortoli - che l'attentatore essendo senza fissa dimora (anche se cittadino italiano), potesse scappare all'estero dove vivono alcuni suoi parenti non appena si fosse accorto che le nostre indagini si stavano muovendo contro di lui. Per il gesto compiuto dal 56enne è stato ipotizzato il reato di strage visto che l'ordigno, potenzialmente mortale, è stato fatto esplodere in pieno centro a Treviso e, solo per una pura fatalità, nessuna persona è rimasta ferita».

Il commento del Governatore Zaia

«Complimenti alle forze dell'ordine, che hanno risolto in tempi brevi un caso che aveva creato apprensione tra i cittadini, tra l’altro in un momento del tutto particolare come quello che stiamo vivendo». E’ il commento del presidente del Veneto, Luca Zaia, in relazione all’arresto, effettuato dai Carabinieri e della Polizia, del responsabile dell’esplosione di un ordigno il 6 novembre scorso contro un supermercato del centro di Treviso. «Aver assicurato il responsabile alla giustizia - aggiunge Zaia - è un successo che va oltre l’operazione d’indagine in sé stessa, perché riporta serenità tra i residenti e chiarisce aldilà di ogni dubbio le motivazioni del gesto criminoso. In questo momento, in cui sono già forti le preoccupazioni per l’epidemia Covid - conclude il Governatore - la gente non ha certo bisogno di ulteriori e diversi motivi di tensione». 

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