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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Via Alzaia sul Sile

Bosco verticale: «Infondato l’attacco di Mts Immobiliare a Cazzaro Costruzioni»

Pubblicata lunedì 25 ottobre la sentenza che chiude le controversie sulla legittimità delle costruzioni di viale IV Novembre a Treviso. Cazzaro Costruzioni: «Contro di noi solo accuse prive di fondamento»

Una sentenza che accoglie le tesi di Cazzaro Costruzioni. Quanto deliberato dal Consiglio di Stato pone una volta e per sempre la parola “fine” alle controversie sollevate dalla società Mts Immobiliare Srl allo scopo di dimostrare l’illegittimità del complesso edilizio noto come “Ca’ delle Alzaie” (o "Bosco verticale), in viale IV Novembre a Treviso.

Riunitosi nella camera di consiglio del 14 ottobre per pronunciarsi sui due appelli presentati disgiuntamente dal Comune di Treviso e dall’impresa di Trebaseleghe della famiglia Cazzaro per impugnare la sentenza del Tar del Veneto dello scorso dicembre, il Collegio della quarta sezione ha messo nero su bianco l’insussistenza del danno che gli edifici realizzati da Cazzaro Costruzioni su progetto dell’architetto Stefano Boeri avrebbero arrecato agli immobili di proprietà di Mts (“il compendio immobiliare di proprietà della società Mts non ha subito alcuna diminuzione del proprio valore commerciale” e, più avanti, si parla di deprezzamento “inesistente”). Anzi, stando alla sentenza depositata lunedì 25 ottobre, "Mts ha tratto benefici dal complesso costruito da Cazzaro grazie all’opera di riqualificazione della zona in cui la costruzione insiste e alle apprezzabili caratteristiche della stessa. Il deprezzamento delle unità immobiliari della società Mts, piuttosto che essere diretta conseguenza dell’intervento della ditta Cazzaro, deriva dal preesistente grave stato di degrado del complesso immobiliare” si legge a ricostruzione di una serie di perizie. E ancora: “È agevole comprendere che il compendio residenziale della Mts – caratterizzato da un grave stato di degrado persistente negli anni (non essendo stato completato in alcune parti e comunque non essendo sottoposto ad idonea manutenzione) – ha potuto ricevere esclusivamente effetti positivi dalla realizzazione del complesso della Cazzaro, nuovo e di apprezzabile fattura e tale, quindi, da avere determinato una generale riqualificazione dell’intera zona che, proprio nell’area in cui insiste la costruzione, versava in uno stato di accertato degrado dovuto alla presenza di immobili dismessi”.

Nessun danno, e nessun interesse ad agire contro Cazzaro Costruzioni, dunque. Ma non basta: quanto deliberato dal Consiglio di Stato dimostra infatti non soltanto che la società Mts non possiede i titoli necessari per rivendicare eventuali torti subiti, ma anche che era priva dei titoli per richiedere l’annullamento della s.c.i.a. presentata da Cazzaro Costruzioni per realizzare il complesso edilizio. Un effetto a catena che risale così fino al 2019, all’istanza sollevata dalla società Mts nel giugno di quell’anno, da cui tutto era iniziato. Effetto che avrà conseguenze a cascata pure sul prossimo futuro: quanto deliberato dal Consiglio di Stato impatterà anche sul ricorso al Tar presentato da Mts Immobiliare Srl per ottenere un giudizio di ottemperanza, così da sospendere la s.c.i.a. fino al pronunciamento del tribunale amministrativo regionale del Veneto. «La pazienza di chi ha ragione - il commento della società padovana Cazzaro Costruzioni Srl assistita dagli avvocati Guido Sartorato e Umberto Saracco - ha dimostrato ai pochi che avevano ancora dubbi quanto abbiamo sostenuto sin dall’inizio di questa vicenda: contro di noi solo accuse prive di fondamento».

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