Caso Bramezza, l'avvocato Paniz: «Jannacopulos paladino della realtà ospedaliera»

Dopo il pronunciamento della Cassazione che ridimensiona drasticamente il peso dell'inchiesta a carico del patron di Rete Veneta, l'avvocato dell'indagato passa al contrattacco: «Va considerato cosa c'è dietro i protagonisti della vicenda»

Maurizio Paniz è il legale bellunese che difende l'imprenditore rosatese Giovanni Jannacopulos. Quest'ultimo è accusato dalla procura vicentina di aver tentato di interferire con le scelte dei vertici dell'Ulss 7 Pedemontana incalzandone il direttore generale (il trevigiano Carlo Bramezza) con pressioni da codice penale.

Pressioni che si sarebbero concretizzate grazie ad una campagna di stampa ad alto voltaggio resa possibile dalla veste di Jannacopulos quale azionista di riferimento di Rete veneta, emittente nordestina con sede a Bassano del Grappa. Paniz respinge al mittente le accuse del pubblico ministero Serena Chimichi. Spiega come i pronunciamenti già registrati in sede di tribunale del riesame a Venezia e di Cassazione a Roma (relativamente alle misure cautelari interdittive adottate in prima battuta a Vicenza) abbiano già oltremodo alleggerito la posizione del suo indagato da rendere improbabile un protrarsi del procedimento sino alla fase del dibattimento. Ma anche qualora si verifichi tale circostanza, spiega Paniz, la difesa ha in serbo una serie di rilievi che potrebbero fare la differenza. Tanto che l'avvocato si spinge ben oltre e spiega come occorra capire «che cosa c'è dietro i protagonisti della vicenda». Altro che stalking televisivo quindi: «Jannacopulos - conclude Paniz - è un paladino della realtà ospedaliera di Bassano e dintorni».

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