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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

Buco da mezzo milione di euro: cinque anni di carcere agli amministratori di condominio

Due anni e otto mesi per 'amministratore, due anni e quattro mesi per la moglie per appropriazione indebita: erano i titolari della società

TREVISO Due anni e otto mesi di reclusione per R.A., due anni e quattro mesi a C.C. (senza sospensione condizionale per entrambi) e un risarcimento danni da 75 mila euro da versare in solido alle parti civili. E' la condanna inflitta dal giudice Michele Vitale, nonostante lo sconto di un terzo della pena in virtù del rito abbreviato, ai coniugi trevigiani finiti a processo per un'appropriazione indebita aggravata dall'abuso di prestazione d'opera da oltre mezzo milione di euro.

Denaro che riguarda la gestione di marito e moglie, in qualità di amministratori di condominio della società di cui erano titolari, di una quindicina di condomini che si sono ritrovati con buchi di decine di migliaia di euro che erano state regolarmente pagate dai residenti (e in alcuni casi anche dal Comune di Treviso trattandosi di alloggi Ater) e che sono spariti nel nulla.

Nello specifico l'ammanco contestato ai due è di 514.979,06 euro: 83 mila euro per il condominio “Michelangelo” di via Don Milani, in cui parte offesa è l'Ater così come per gli 8.530 del condominio “Ex Lattes” di via Carlo Alberto, 3.949 per il supercondominio “Ghirada”, 28.600 per il condominio “Montello” di Ponzano Veneto, 19.394 per il “Ginestra” di strada del Nascimben, 27.216 per il “Sant'Urbano” di Preganziol, 7.000 per il “Stangade” di via Stangade, 44.639 per il “Sant'Antonino 213”, 42.605 per il “Loggia del Sile” di via Ospedale, 8.000 per i blocchi G1, F2, F3 ed F4 del condominio “Delle rose”, 27.876 per il “Solare” di via Bramante.

A questi si aggiunge l'ammanco più oneroso, quello da 108.800 euro del condominio “Campovecchio” di via Polacco, e quelli di una serie di condomini in via Ronchese per un totale di 105.364 euro di buco. Alla coppia poteva andare molto peggio: il pm Francesca Torri, titolare dell'inchiesta, aveva infatti ipotizzato una pena finale di tre anni e quattro mesi per Artuso e di due anni e dieci mesi per la moglie.  

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