Ca' della Robinia: «Il comportamento di Remo Sernagiotto è stato corretto e trasparente»

Fabio Crea, l'avvocato difensore dell'ex assessore regionale al sociale e ex parlamentare europeo nei cui confronti è stato disposto il rinvio a giudizio, con l'accusa di corruzione e truffa aggravata per la vicenda

Ca' della Robinia

«L'operazione Ca' Della Robinia, vista almeno dalla sponda dell'ex assessore al sociale della Regione Veneto Remo Sernagiotto, fu  trasparente e ispirata dai criteri molto stringenti fissati dalla legge sui fondi di rotazione e dallo stesso bando a cui la cooperativa partecipò per ottenere i tre milioni che dovevano servire alla realizzazione della fattoria didattica. Il comportamento di Remo Sernagiotto come amministratore pubblico è stato più che corretto e trasparente». Lo dice Fabio Crea, l'avvocato  difensore dell'ex assessore regionale al sociale e ex parlamentare europeo nei cui confronti è stato disposto il rinvio a giudizio, con l'accusa di corruzione e truffa aggravata per la vicenda del presunto scandalo di Ca' della Robinia, 3,4 milioni di euro di denaro pubblico con cui la Regione Veneto finanziò un progetto a valenza sociale diventato invece una birreria.

«Nel 2011 l'ex assessore al sociale -sostiene Crea- creò il fondo di rotazione per cambiare in maniera radicale le erogazioni della Regione in materia di progetti sociali. Prima i soldi venivano dati a fondo perduto, con la norma voluta fortemente da Sernagiotto chi beneficiava dei fondi doveva restituirli in 20 anni senza interessi e si metteva la garanzia dell'ipoteca immobiliare. E' stata una innovazione tanto che quella legge e quel fondo non sono mai stati modificati».

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«L'ex Disco Palace di Giancarlo Baldassin -insiste Crea- era solo una delle opzioni per identificare dove realizzare il progetto di Bruna Milanese. Sernagiotto mise sul piatto una serie di opzioni, c'era anche un terreno di proprietà pubblica a Crocetta del Montello. Fu la Milanese a decidere di comperare la ex discoteca». Sulla corruzione di cui è imputato Sernagiotto, una presunta tangente da 68 mila euro pagata a lui e all'ex dirigente dei servizi sociali della Regione Mario Modolo da Baldissin, il difensore dell'ex europarlamentare è netto. "Pagata con assegni? Non mi pare una ipotesi credibile, peraltro quei soldi finirono nell'immobiliare "Airone Blu" che aveva cento soci. Da quella società Sernagiotto non ha mai preso neppure un centesimo sotto nessuna forma. Che tangente sarebbe?".

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