Ca' della Robinia, la presidente della cooperativa: «Sollecitata al bando da Sernagiotto»

Bruna Milanese è salita sul banco dei testimoni: «Mi abbandonarono una volta ricevuti i contributi». L'ex assessore regionale è accusato, con altre quattro persone, per un finanziamento irregolare da 3,4 milioni

L'ex assessore al sociale del Veneto Remo Sernaggiotto

Dettagli a carico degli imputati, tanti "no so". Ieri, martedì 15 settembre, è stato il giorno  di Bruna Milanese, che ha testimoniato  al processo per lo scandalo di Ca' della Robinia, che vede sedere sul banco degli accusati anche l'ex assessore regionale e parlamentare europeo Remo Sernagiotto

Le indagini della Procura di Treviso scattarono nel 2016, quando Ca' della Robinia fallì. In quel crac gli inquirenti ravvisarono una serie di bancarotte fraudolente la cui genesi svelava la presunta truffa, commessa secondo gli inquirenti nel febbraio del 2012, quando si arrivò alla sottoscrizione di una convenzione tra la neonata società cooperativa sociale con a capo la Milanese e  la direzione dei Servizi sociali della Regione. Assessore al Sociale era Sernagiotto, mentre Mario Modolo, che come Sernagiotto  deve rispondere di truffa aggravata e corruzione,  era il direttore.

Il progetto approvato dalla giunta prevedeva la realizzazione di una struttura con laboratorio di produzione casearia, una ippovia e alloggi per persone svantaggiate da costruire nell'area in cui sorgeva la discoteca Disco Palace, il cui ex proprietario Giancarlo Baldissin è imputato, oltre che per gli stessi reati di Sernagiotto e Modolo, anche per bancarotta fraudolenta.  In realtà, secondo l'accusa, il denaro della compravendita, circa 3,4 milioni di euro, servì per finanziare la nascita di una birreria. 

«Venni sollecitata da Sernagiotto e Modolo - ha detto la Milanese, che con i figli Selene e Stefano Bailo, membri del consiglio di amministrazione di Ca' della Robinia ha già patteggiato - a partecipare al bando, solve poi essere stata abbandonata quando avevo ottenuto i contributi». «Mi fidavo - ha proseguito - di Egidio Costa e Pierino Rebellato ( accusati di truffa aggravata) - sono stati loro a farmi spendere il denaro in maniera non corretta. Evidentemente mi sono sbagliata. Baldissin? Uscì la cooperativa prima dell'attività di utilizzo dei fondi».

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