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Cronaca Caerano di San Marco

Ultraleggero precipitato a Caerano, medico verso l'archiviazione

Stefano Semenzin, 64enne medico dello sport, aveva firmato le carte che abilitavano al volo Mario Ceccato, 70enne di Pederobba, l'uomo che era alla cloche dell'areo in cui è morto anche Juri Bortoli, 47enne di Montebelluna

«Il medico sportivo non aveva la possibilità di diagnosticare i problemi cardiaci per effetto dei quali si sarebbe dovuto impedire la concessione dell'idoneità al volo». Questo dice la perizia arrivata sul tavolo del sostituto procuratore Davide Romanelli, il magistrato che indaga sul disastro aereo che lo scorso 16 maggio  costato la vita al pilota e al passeggero di un ultraleggero schiantatosi contro il tetto di una casa a Caerano San Marco. Per questa ragione si va verso l'archiviazione del fascicolo di indagine a carico di Stefano Semenzin, il 64enne medico dello sport che aveva firmato le carte che abilitavano al volo Mario Ceccato, 70enne di Pederobba, l'uomo che era alla cloche dell'areo in cui è morto anche Juri Bortoli, 47enne di Montebelluna.

Il dottore era stato indagato con l'ipotesi di reato di omicidio colposo dopo che l'autopsia su Ceccato aveva evidenziato come un problema al cuore sia la più probabile ragione per spiegare come mai il 70enne, che era un pilota molto esperto, abbia perso il controllo del velivolo. Ceccato, nel febbraio dello scorso anno e poche settimane prima della visita, aveva avuto un infarto miocardico. Di quel problema non avrebbe però fatto menzione a Semenzin durante i test per il conseguimento dell'idoneità. Per di più la strumentazione a disposizione del medico 64enne non  avrebbe consentito di rilevare i problemi al cuore che Ceccato ha taciuto e che sicuramente, se noti, non gli avrebbero consentito di ottenere il via libera a volare.

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