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Un pc pieno di sorprese

Un pc pieno di sorprese

Manager perseguita la ex sul web, nel suo pc file pedopornografici

Una volta finito nelle mani degli inquirenti il pc di un 45enne di Montebelluna è stato analizzato a fondo ed è attraverso quella attività che nel disco fisso viene scovato materiale scottante

Era indagato per diffamazione sui social network ai danni di una donna con cui in passato avrebbe avuto anche una relazione. Ma dentro al computer che utilizzava in ufficio e a casa e che è stato sequestrato gli inquirenti hanno trovato le tracce di scarico e diffusione di materiale pedopornografico: decine di file e immagini che ritrarrebbero minorenni intente a compiere o subire atti sessuali. Così la posizione di E.G., un manager 45enne residente a Montebelluna, si è fatta ancora più grave. L'uomo, difeso dall'avvocato Andrea Zambon del Foro di Treviso, è stato infatti indagato e poi rinviato a giudizio con l'accusa di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

La vicenda risale al febbraio del 2016 quando E.G. viene identificato come l'autore di una serie di diffamazioni sul web ai danni di una donna di Caerano San Marco con cui l'uomo in passato aveva stretto una relazione andata in frantumi. Nella giostra di insulti, ripicche, maldicenze e accuse incrociate finiscono anche i profili social dei due protagonisti e la donna, esasperata dal fatto di essere diffusamente calunniata anche via internet, presenta una denuncia contro di lui. Una volta finito nelle mani degli inquirenti il pc del 45enne viene analizzato a fondo ed è attraverso quella attività che nel disco fisso viene scovato materiale incontestabilmente di natura pedopornografica: si tratta di immagini e video scaricati dalla rete in cui attrici giovanissime ingaggiano rapporti con uomini maturi.

Il materiale, secondo le indagini, non è frutto della "solita" navigazione tra siti hard che fin troppo spesso propongono ai consumatori dell'erotismo virtuale anche contenuti ai limiti se non proprio oltre la legge ma sarebbe piuttosto arrivato arrivato sull'hard disk di E.G. come file torrent. Per l'accusa il 45enne sapevo insomma quello che stava cercando e lo scaricava da siti "specializzati" nel soddisfare chi ama perversioni estreme.

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