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Rogo distrugge nove tir alla Trans Ghiaia, per gli inquirenti è dolo

Il parco mezzi della società, con sede Pordenone, è stato devastato. I danni subiti dal titolare, Igino Tardivo di Oderzo, ammonterebbero a un milione di euro. Non si esclude la pista del racket

Sarebbe di natura dolosa, secondo gli inquirenti, l'incendio che ha devastato il parco mezzi della Trans Ghiaia di Pordenone, dell'imprenditore opitergino Igino Tardivo.

Secondo quanto riportato dalla Tribuna di Treviso, il rogo, che ha distrutto tutti i tir dell'azienda, è scoppiato la scorsa notte. A dare l'allarme sono stati alcuni passanti, che hanno notato le fiamme da lontano. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Pordenone, San Vito e Spilimbergo, con tredici uomini e quattro mezzi che hanno dovuto lavorare duramente fino alle tre per domare l'imponente incendio.

Tra i mezzi della ditta, che da oltre trent'anni si occupa dei fornitura di inerti, scavi, demolizioni e autotrasporti, si è salvato solo un escavatore. I danni subiti da Tardivo si aggirerebbero intorno al milione di euro.

Stando ai primi rilievi operati dai carabinieri, intervenuti sul luogo dell'incendio, la matrice dolosa dell'evento sarebbe certa e lo proverebbero la presenza di più focolai, divampati contemporaneamente dall'interno delle cabine dei camion, e il cancello del cantiere trovato aperto.

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