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Camionisti più veloci contro la crisi, ma guidano senza patente

Su dieci controlli, almeno tre o quattro accertano delle violazioni. Tra le più comuni, guidare per ore senza fermarsi. Alcuni senza patente

Targhe contraffatte, dispositivi per alterare i tempi di guida e di riposo, sovraccarichi, trasporti abusivi, mancati pagamenti autostradali. Sono solo alcune tra le violazioni più comuni commesse dagli autotrasportatori, talvolta anche sotto ordine delle stesse aziende. Infrazioni scatenate anche e soprattutto dalla crisi economica.

IL TRUCCO DEL TELECOMANDO

Tra le tante, nelle ultime settimana tre sono state le più rilevanti. Il 6 agosto la polizia stradale ha fermato per un controllo un automezzo con entrambe le targhe contraffatte, un altro mezzo pesante nel rimorchio e il conducente con la patente revocata. Il camionista, un 50enne originario di Messina, è stato fermato in autostrada a Mogliano Veneto e ha rimediato 4130 euro di multa, il fermo amministrativo e il sequestro del mezzo. Gli agenti hanno scoperto, infatti, che le targhe utilizzate appartenevano a un’automobile di proprietà del conducente, una Volkswagen Golf. Non solo, il 50enne trasportava un altro mezzo nel rimorchio abusivamente, con all’interno frigoriferi, televisioni e materassi, il tutto diretto in Africa. All’interno dell’abitacolo è stata rinvenuta una ulteriore targa falsa.

ABUSIVI RUBANO IL LAVORO AGLI ITALIANI

Pochi giorni dopo, la stradale ha bloccato un autotreno con a bordo un pensionato austriaco di 72 anni che aveva alterato il cronotachigrafo del mezzo, modificando quindi i tempi di guida e di riposo per arrivare prima a destinazione. Stessa violazione, ma in forma più tecnologica, quella commessa da un calabrese 32enne fermato il 26 agosto. All’interno del mezzo, una scatola posizionata sopra il portaoggetti del passeggero, nella quale si trovava un telecomando utilizzato per alterare il cronotachigrafo. Per lui, multa di 1682 euro e sospensione della patente. Il conducente ha dichiarato di essere in possesso del telecomando fornitogli da un amico, del quale però non ricordava il nome. 

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