Quattro denunce e ancora nulla, appello del figlio: «La legge ci ha abbandonato come quest'uomo»

Accorato appello di Lorenzo V., 21 anni di Casale, receptionist di albergo finito vittima del Covid 19 e licenziato. Il giovane ha affidato al social Istangram il suo disperato urlo di dolore contro il padre: «Paga ciò che è stato stabilito dal giudice» 

Quattro denunce, la più vecchia datata 2016, e ancora nulla. Tutto scoperchiato da un accorato appello di Lorenzo V., 21 anni di Casale, receptionist di albergo finito vittima del Covid 19 e licenziato. «Paga quello che è stato stabilito dal giudice» dice il giovane, che ha affidato al social Istangram il suo disperato urlo di dolore: «La legge ci ha abbandonato come quest'uomo». Lorenzo ha preso il telefonino è si è filmato in un video diventato virale (oltre 4.000 le visualizzazioni), un atto d'accusa verso il padre al quale imputa di essersi sempre disinteressato di lui e soprattutto del fratello e di non versare quanto deciso dal giudice oltre 10 anni in sede di separazione.

In mezzo ci stanno  le ben quattro denunce presentate alla Procura di Venezia contro l'uomo, tre per omesso versamento degli alimenti e una, datata fine del 2018, per abbandono di minore. A firmarla è stato Lorenzo, poco più che maggiorenne, che dice: «Mio padre si è totalmente disinteressato di mio fratello 14enne, che al tempo della separazione aveva poco più di 2 anni».
Sullo sfondo un mare di ripicche tra coniugi, pignoramenti e azioni contro i pignoramenti, una famiglia ridotta allo stremo che, è le versione di Lorenzo, vende «una casa da oltre 500 mila euro, 300 metri quadrati, 4.000 mila di scoperto, dovendoci mettere sopra anche i mobili per fare liquidità».
«Non è vero - spiega Gianni, il padre, proprietario di sue saloni di coiffeur di cui uno a Roncade - la casa era intestata alla ex moglie, in tutto questo tempo si sono presi, tra una cosa e l'altra, 300 mila euro». E che sostiene che, a ben vedere, la famiglia può anche contare sul reddito dell'appartamento intestato alla figlia, 30enne.

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In questa storia si innesta il legale della famiglia, l'avvocato veneziano Federica Bertocco, che dice «spero che nel video non ci siano gli estremi della calunnia nei confronti del padre,  è una iniziativa che non abbiamo concordato e di cui mi dite voi. Io dovevo solo verificare a che punto fossero le denunce e chi fosse il pubblico ministero che se ne sta occupando». 

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