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Un 60enne è a processo per stalking ai danni del direttore commerciale dell'azienda da cui era stato licenziato

Un 60enne è a processo per stalking ai danni del direttore commerciale dell'azienda da cui era stato licenziato

«Tua moglie stuprata e tua figlia ammazzata»: 60enne nei guai

La storia risale al 2013 e si intreccia con la vicenda relativa all'allontanamento del presunto autore dello stalking dalla società di cui invece la vittima è direttore commerciale

«Ciao infame di m.... puoi mettere o levare tutte le maschere che vuoi, resti sempre un infame di m....». Sono frasi di questo tipo che hanno ingenerato in un 52enne di Casale Sul Sile una tale apprensione da costringerlo a limitare le uscite lavorative che l'uomo era solito fare su e giù per l'Italia e soprattutto a chiedere aiuto agli amici per non lasciare mai da sole la moglie e la figlie di appena tre anni. Autore dei messaggi minatori, alcuni dei quali decisamente pesanti, P.G., 60enne di Sant'Angelo di Piove di Sacco, finito ora a processo con l'accusa di stalking.

La storia, che risale al 2013, si intreccia con la vicenda relativa all'allontanamento del presunto autore dello stalking dalla società di cui invece la vittima è direttore commerciale. P.G. nel 2010 viene accusato di malversazioni e viene licenziato dal ruolo di capo area. Strascico della vicenda è anche una causa civile in cui il 51enne e la moglie vengono chiamati a testimoniare.

«Sto lavorando perché il prossimo ictus venga a te» scrive lo stalker. E' un messaggio che fa riferimento al fatto che alti dirigenti dell'azienda erano stati colpiti da ictus ed erano costretti a deambulare in carrozzella o con l'aiuto di un bastone. Ed infatti, in un sms successivo, viene scritto che "quando avremo finito con te ci vorranno due bastoni e non uno o magari una sedia a rotelle", a conferma che l'autore abbia confidenza con l'azienda in cui lavora la vittima. Ma sono i messaggio seguenti quelli che inquietano di più di il 52enne. In uno si legge «ciao infame di m... tua moglie stuprata e la rospa di tua figlia ammazzata, ricordalo», nell'altro invece «ciao m.... ho visto la t....di tua moglie, va stuprata infame».

L'uomo fa denuncia. E' l'8 ottobre del 2013 quando informa la Questura di Treviso dei fatti e indirizza i sospetti sulle persona che, secondo lui, è l'autore delle minacce. Partono le indagini che individuano le cabina telefoniche grazie alle quali P.G: avrebbe inviato i messaggi.  Si tratta di postazioni che si trovano lungo dei tratti autostradali ed un controllo operato con la società di gestione di Autostrade per L'Italia fa fare agli investigatori il passo decisivo: il presunto stalker è confermato sui luoghi da cui sono stati mandati i messaggi. Il 60enne viene indagato e si arriva quindi al processo, in cui il 51enne si è costituito parte civile, difeso dall'avvocato Stefano Pietrobon.

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