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Cascina degli orrori a Preganziol, blitz di Alf che libera gli animali

Una casa abbandonata a pochi passi dal casello autostradale, secondo gli animalisti per la macellazione abusiva di capre, oche, conigli

PREGANZIOL Nella notte tra il 3 e 4 febbraio Angeli Liberatori hanno fatto irruzione a Preganziol (Treviso)  in una casa abbandonata, base logistica per  la macellazione abusiva,  salvando gli ultimi animali rimasti, caprette e galline destinati ad essere uccisi a breve. Da quello che emerge, sembra che in quel cascinale degli orrori gli animali fossero costretti all’ingrasso per essere macellati direttamente nel pollaio.

 “A cinquecento metri dall’uscita Preganziol (autostrada Milano-Trieste), percorrendo la provinciale in direzione Casale sul Sile, è ubicata una casa fatiscente degna di un film dell’orrore apparentemente abbandonata – si legge in una nota di Alf (Animal Liberation Front) -. In realtà abbandonata lo era fino ad un certo punto. Dall’esterno si potevano notare nel cortile e nel cascinale adiacente animali di ogni specie, conigli, oche, capre e galline ovaiole. Ogni fine settimana alcuni individui si recavano metodicamente nella struttura per portarsi via gli animali, dopo averli uccisi sul posto. Anche l’ultima vittima, un povero capretto, trasportato nel pollaio  con le zampe legate  per essere ammazzato”.  La stessa fine che devono aver fatto le oche e i conigli.

“La voce dell’esistenza di questa struttura è arrivata a noi, angeli liberatori, due settimane fa circa. Un lager, questo, sicuramente abusivo, visto che le caprette erano sprovviste dell’auricolare e quindi non registrate – continuano dall’Alf -. Quando abbiamo fatto il primo sopralluogo, oltre alla sporcizia ovunque, dei conigli e delle oche non c’era più traccia ed erano rimaste una trentina di galline ovaiole, un gallo e due caprette, di cui una cucciola, che sarebbero state sicuramente uccise nei giorni successivi. Gli animali si presentavano in sovrappeso, l’ingrasso era lo scopo dei loro aguzzini. Dopo aver portato del cibo e monitorato il luogo sia di giorno che  di notte, sopratutto per capire come poter catturare le caprette, nella notte tra il 3 e 4 febbraio abbiamo fatto irruzione nel cascinale, catturando tutte le galline, il gallo e le caprette. Se per la cattura delle galline non ci sono state grosse difficoltà, per le caprette l’operazione è stata più complicata, malgrado ciò il monitoraggio dei giorni scorsi ha dato i suoi frutti e la la strategia attuata è risultata vincente. Staccata  la rete di recinzione dove venivano rinchiuse le due caprette, le abbiamo costrette a fuggire per cercare riparo nel pollaio dove precedentemente tutte le vie d’uscita erano state chiuse”. La prima ad essere catturata e stata la madre. La cucciola, scappando, si avvicinava furtivamente alla gabbia della madre per cercare aiuto. Anche lei è stata comunque presa poco dopo. Ovviamente queste creature meravigliose non potevano immaginare che una volta giunte a destinazione, i loro contenitori si sarebbero aperti per sempre. “Ora le galline, il gallo e le due caprette – conclude la nota -, vivranno il resto dei loro giorni in una splendida struttura segreta a centinaia di chilometri dal lager di Preganziol, libere e coccolate, lontane per sempre dai loro aguzzini e dai loro coltelli”.

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